Mercoledì, 4 Agosto 2021
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E la Taranta va in cerca dei fratelli del Mediterraneo

Domani seconda giornata del convegno internazionale sulla danza etnica. Confronto con le altre realtà, nell'ambito della ricerca di analogie e della salvaguardia delle tradizioni. Concerto in chiusura

Seconda giornata per il convegno internazionale di studi sulle danze tradizionali dell'Europa Mediterranea. Titolo della manifestazione: "La danza etnica oggi in Italia e nell'Europa mediterranea: resistenze, contaminazioni, dislocazioni, vecchie e nuove funzioni". L'evento è attualmente in corso di svolgimento a Palazzo Baronale De' Gualtieris di Castrignano de' Greci. Si tratta di uno dei progetti culturali di questa decima edizione del festival, organizzato dall'associazione culturale "Taranta" di Firenze e dell'Istituto "Diego Carpitella" di Melpignano, per confrontarsi con altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo ed individuare analogie di repertorio e di contesto. Un tentativo di rispondere all'appello che l'Unesco lancia da tempo richiamando l'attenzione degli addetti ai lavori sull'urgenza di una "protezione" delle danze etniche come beni immateriali che rischiano un'affrettata agonia.

Dopo la prima giornata (lunedì 13) che è stata dedicata all'analisi della situazione internazionale con interventi di prestigio dei più importanti esperti del settore, domani sarà la giornata italiana del convegno dal titolo "Terre fertili di corpi danzanti e terre di passi perduti", sotto la direzione di Paolo Apolito.

Il programma si apre in alle 10 e prevede la partecipazione di Paolo Apolito, con le relazioni di Gabriele D'Ajello Caracciolo (Campania), Tamara Biagi (Basilicata), Tiziana Miniati (Abruzzo) e Davide Monaco (Puglia). Alle 16, il dibattito su "Ombre e luci del ballo popolare meridiano. Dal folklore alla riproposta e al folklorismo, dalla ricerca filologica al reinvenzione della tradizione". Intervengono: Gianni Amati, Mario Gennai, Livio Greco, Davide Monaco, Ada Metafune. Moderatore: Giuseppe Gala. Segue dibattito pubblico.
Alle 18: "Etnodanza in video", film documentari sulla danza tradizionale europea.

A partire dalle 21,30, sempre a Castrignano de' Greci (zona 167/b) spazio alla musica con il concerto di Ruggiero Inchingolo e Salvatore Villani. Entrambi si sono formati alla scuola di Roberto Leydi, fondatore della moderna etnomusicologia italiana. Il duo mette in campo le competenze acquisite durante la ventennale frequentazione di alcuni grandi maestri della tradizione: il violinista del tarantismo Luigi Stifani di Nardò e Andrea Sacco di Carpino, interprete originale della famosa "Tarantella del Gargano". Ai due si aggiungono la voce di Cinzia Villani e il tamburello di Carlo De Pascali, oltre a Giuseppe Volpe alla fisarmonica, Pino Santagada alla chitarra, Michele De Lucia al basso e Moana Casciaro alla danza. La performance coreutico-musicale, oltre alla valorizzazione dei tratti peculiari e rappresentativi delle varie tradizioni pugliesi, prevede anche la riproposizione di brani di importanti folksinger regionali e musiche di recente composizione.

A seguire ospite del festival sarà Alfio Antico, rappresentazione di una sintesi tra cultura agropastorale siciliana e tecnica percussiva del tamburo a cornice. Nelle sue mani il tamburo esprime sonorità impensabili, che ci fanno comprendere le risorse estreme di questo strumento. «Io sono il tamburo», sussurra Alfio in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che torna a nuova vita cantandoci storie d'amore e poesie.


A chiudere la serata un maestro della tradizione salentina, immancabile ospite del festival, Pino Zimba, erede di una famiglia di cantori e musicisti tradizionali che dal 1993 - quando nasce Officina d'Arte Zoè - continua a coltivare la sua passione per la musica popolare. Da allora una lunga e intensa attività di concerti in Italia e all'estero lo conferma quale una delle figure più rappresentative della musica tradizionale salentina. Nel 2002 fonda il gruppo Zimbaria.

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