Lunedì, 26 Luglio 2021
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Elisa, voce regina alla conquista del salento

Circa due ore è durato il concerto di sabato sera presso le Cave del Duca di Cavallino. Grande performance di tutta la band: con "Sountrack Live - seconda parte", ha ripercorso 10 anni di successi

Note che solleticano la pelle, a tratti provocano brividi, trascinate da una brezza che muove per due, intense ore, i rami degli alberi del palco, rendendo ancor più scenografico di quanto già non sia il set "nature" curato da Mamo Pozzoli. Nella notte incantata che s'incunea fra le pareti rocciose delle Cave del Duca, avallamento fra Lecce e Cavallino, migliaia di fan giunti da tutta la Puglia si stringono attorno ad Elisa, cantautrice che partendo da quel Nord-Est d'Italia da lei stessa celebrato in uno dei più noti e amati brani del suo repertorio, ha raggiunto in un decennio l'Olimpo della musica d'autore internazionale grazie a modulazioni di voce ed acuti inarrivabili, alle quali si aggiungono capacità interpretative di pari intensità in lingua nativa, come in inglese. Un decennio di successi rock, pop e blues celebrato in un sabato notte salentino già di per sé ricco di appuntamenti musicali live di rilievo (spicca Giuliano Palma, fra gli altri), ma in cui il "Sountrack Live - seconda parte" spopola in ogni senso.

Elisa si presenta sul palco poco dopo le 21,30, quando anche la collinetta che sormonta la cava è totalmente gremita. E' attorniata dai componenti storici della sua band, tutti elegantemente vestiti di bianco, capaci, con una performance a sua volta acclamata dal variegato pubblico, di dare ampia enfasi ad una voce luminosa: Giorgio Pacorig al pianoforte, Franck Santarnecchi alle percussioni, Andrea Rigonat alla chitarra, Angie Passarella alla seconda chitarra, Gianluca Ballarin alle tastiere, Max Gelsi al basso (trascinante durante i motivi più rockeggianti), Carlo Bonazza alla batteria. Ma anche gli archi "EdoDea Ensamble" di Edoardo De Angelis e Silvia Catasta e, dulcis in fundo, le voci di supporto dei bravissimi Massimo Bonano e Nicole Pellicani. E' quest'ultima, in alcuni momenti del concerto, a duettare con Elisa, dividendo con lei i primissimi piani. Soprattutto quando arriva il momento di uno dei grandi successi della cantante friulana, "Teach me again": a Nicole Pellicani, che ha una profonda tonalità soul, è affidata la parte cantata dall'intramontabile Tina Turner nel motivo originale.

Per buona parte del concerto Elisa appare seduta davanti al pubblico, che ringrazia dopo ogni canzone, tranne poi balzare improvvisamente in piedi e danzare con vigore durante i motivi più forti; una stella della musica che ha venduto oltre due milioni di dischi in Italia e che sa brillare di dolcezza e umiltà. Ad un certo punto, tira fuori anche un suo lato ironico, prova a dialogare in leccese. "Ho incontrato Giuliano (il leader dei Negramaro, Ndr) - dice, iniziando a leggere, incerta e impastata, frasi in dialetto segnate sulla mano sinistra -: ma ce bbuei? Ma ce fa faci? Ieni cu mie... Ma se lo dico nel mio dialetto è altrettanto incredibile".

Due ore di concerto appassionanti, in cui ogni brano è una perla attinta alla sua collana musicale, da "Broken" a "Eppure sentire", saltando in continuazione dall'inglese all'italiano e viceversa. Nel finale, i momenti clou. Durante "Gli ostacoli del cuore" (con Ligabue nel motivo originale) in diversi momenti porge il microfono al pubblico e lo lascia libero di lanciarsi in cori che ricalcano alcuni fra i passaggi più belli. Quindi si lancia in un'appassionante interpretazione di "Luce (Tramonti a Nord Est)", brano vincitore dell'edizione 2001 a Sanremo, per poi concludere, accompagnata dalla chitarra classica, in un'indimenticabile re-interpretazione di "Almeno tu nell'universo", successo della compianta Mia Martini e in cui i virtuosismi vocali di Elisa toccano attimi a dir poco vibranti.


Dopo il concerto l'intera band è stata avvistata a tarda notte ai tavolini di un noto pub di via Matteotti. All'appello mancava solo Elisa, rientrata in albergo, a quanto pare perché febbricitante già prima del concerto e che nonostante tutto ha saputo dare vita ad uno spettacolo di grandissimo spessore.

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