“Fineterra”: il programma di un sabato tutto da vivere tra dibattiti, teatro e musica

Per la rassegna promossa dalla Provincia di Lecce attraverso l'Istituto di Culture Mediterranee, per la direzione di Monica Maggioni, una serie di appuntamenti dalle 10 del mattino fino a sera, da Copertino ad Acaya passando per il capoluogo

Il castello di Acaya.

LECCE - Domani, sabato 20 dicembre, giornata ricca di nuovi appuntamenti per “Fineterra”, la rassegna itinerante che prosegue sino al 23 dicembre  con incontri, concerti, spettacoli teatrali, mostre d’arte sul tema “Donne che nutrono il mondo. Il femminile nell’arte e nella cultura del Mediterraneo”. L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Lecce, attraverso l’Istituto di Culture Mediterranee, in collaborazione con Women for Expo e con la direzione artistica della giornalista Monica Maggioni.

Il programma di domani si aprirà nella Chiesa delle Clarisse di Copertino con un doppio incontro. Alle 10 “Esuli, profughi e raminghi. La vita e l’esperienza artistica altrove”, con Goffredo Fofi, Luigi Manconi, Giorgio De Finis, Saba Anglana, Franco Ungaro, Luigi Presicce, Mirela Kumbaro, Costas Varotsos, Dima Bawab, Admir Shkurtai. Obiettivo del forum, moderato da Alessandro Leogrande, è dimostrare come i movimenti di popoli sulla terra oltre a produrre tragedie e tensioni sociali producono anche nuovi linguaggi, nuova cultura, nuova letteratura, nuova musica, nuovo cinema, nuova arte, nuove visioni del mondo.

Alle 16 la giornalista Monica Maggioni modererà “Donne che parlano di donne. Rappresentazioni femminili nei media dei Paesi del Mediterraneo”, con Renata Pepicelli, Shahira Amin, Carolina Popolani, Arlinda Duday, Simona Manca. L’incontro affronta la questione della rappresentanza femminile a partire dallo scoppio delle rivoluzioni arabe attraverso l’analisi di differenti media, programmi televisivi, siti internet, blog, pellicole cinematografiche, vignette, graffiti.

Alle 17, nel complesso di San Francesco della Scarpa a Lecce inaugurazione della mostra District 913 a cura di Giorgio De Finis con opere di Giovanni Albanese, Paolo Assenza, Danilo Bucchi, Paolo Buggiani, Pablo Echaurren, Carlo Gianferro, Veronica Montanino, Cristiano Petrucci, Maurizio Savini, Michele Welke e dello stesso De Finis. Realizzata in collaborazione con il Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz di Roma, la mostra è un percorso alla ricerca di quelle esperienze artistiche che hanno trattato o vissuto lo sradicamento dell'emigrazione trasformandolo nell’oggetto della loro creatività.

Alle 19 il castello di Acaya, nell’ambito della mostra Disastri della guerra e della pace curata da Pablo Rico e Anna Cirignola, che include opere di Yoko Ono, Marina Abramovic, Hidetoshi Nagasawa, Costas Varotsos, Luigi Presicce, accoglierà “Custodire l’ombra”, performance per corpo, luce, ombra, e ferro di Antonio De Luca. A seguire concerto dell’Orchestra Popolare, un esperimento musicale, nato nell'ambito del progetto di rigenerazione di via Leuca a Lecce, che è diventato col tempo un laboratorio antropologico e sociologico volto a favorire il contatto e la sinergia tra popoli e culture diverse. Ideata dall'associazione Papagna di Raffella Aprile, musicista e affermata cantante che ne ha la direzione artistica, l’orchestra raccoglie l’esperienza di musicisti, alcuni già attivi singolarmente. Sull’esempio dell’orchestra di Piazza Vittorio a Roma, l’obiettivo dell’orchestra popolare è abbattere i muri della segregazione, virtuale o reale, in favore di un continuo scambio tra le comunità di immigrati e i cittadini autoctoni.

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Dalle 20.45, infine, i Cantieri Koreja di Lecce ospiteranno l’ultima replica di Katër i Radës. Il naufragio, lo spettacolo della compagnia salentina realizzato in co-produzione con la Biennale di Venezia su musiche originali del compositore albanese Admir Shkurtaj, regia teatrale di Salvatore Tramacere e testo di Alessandro Leogrande. 

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