Escursione da Otranto a Punta Palascia

Tra arbusti xerofili e macchia mediterranea, un percorso che ci porterà dopo appena un'ora dalla partenza ad uno dei più famosi giacimenti della Puglia, la cava di Bauxite ( foto in copertina). Scoperta negli anni '40 grazie ad un ritrovamento causale di un grosso minerale da parte di uno studente di Storia naturale. La scoperta del giacimento di Otranto, come anche quello di Poggiardo, si rilevò nel tempo di minore importanza rispetto a quanto si riteneva poiché non si trattava di una vera e propria bauxite, ma di pisoliti bauxitiche ( dialettamente "uddhrie") che presentano un tenore allumina piuttosto scarso, ragione per cui la società concessionaria dei lavori non trovo economicamente conveniente il suo sfruttamento.

Il laghetto è di origine naturale, come se la natura si fosse riappropriata di qualcosa di originariamente suo. Incontreremo lungo il tragitto Torre del Serpe, rientrante nella categoria delle torri a base circolare e forma tronco-conica: parzialmente diroccata, è visibile una sola parete e la scarpa, ovvero l'ampliamento del basamento per dare una maggior superficie di appoggio alle murature che si ergono in altezza. Questa torre è costantemente presente nell'immaginario di questi luoghi, tanto da essere entrata nello stemma della città di Otranto dove è rappresentata con un serpente nero che l'avvolge. Si ritiene che la sua costruzione risalga al periodo romano e che la torre avesse la funzione di faro e fu restaurata in età fredericiana in seguito ad un potenziamento strategico voluto dallo stesso Federico II.

Il nome è legato ad un'antica leggenda che racconta di un serpente che ogni notte saliva dalla scogliera per bere l'olio che teneva accesa la lanterna del faro. Un'altra leggenda narra che pochi anni prima della presa di Otranto nel 1480 i Saraceni si erano diretti verso la città salentina per saccheggiarla, ma anche in quell'occasione il serpente, avendo bevuto l'olio, aveva spento il faro. I pirati senza punti di riferimento passarono oltre e attaccarono la vicina Brindisi. « I pescatori del tratto di mare tra la Torre del Serpe e la Palascìa raccontano che in certe giornate, quando le nuvole in cielo sono gonfie di pioggia e il sole le illumina come fossero vele, sulla superficie dell'acqua si può scorgere un brillio: i riflessi dorati di qualcosa di simile a una tromba » (Roberto Cotroneo, E nemmeno un rimpianto, Mondadori, 2011) Siamo a punta Palascia, secondo quelle che sono le convenzioni nautiche, si trova esattamente in mezzo al punto che segna la separazione tra mar Ionio e mar Adriatico. Il faro, recentemente ristrutturato, è uno dei cinque fari del Mar Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea.

Dritti fino alla Masseria Agreste dell'agriturismo La Palascía - Campo ludico didattico di archeologia sperimentale, famosi i suoi laboratori di ricerca sperimentale sulle materie prime (osso, pietra, terra, argilla, legno, fibre vegetali e animali, ecc.) e la loro trasformazione per l'utilizzo da parte dell'uomo nelle attività quotidiane. « L'unica cosa più complicata dell'amore è la famiglia » questo lo slogan di uno dei più famosi film di Ferzan Özpetek che scelse nel 2010 la masseria Cippano per girare alcune riprese. Abitata fino gli anni '60 , la masseria ora è sotto la custodia del comune di Otranto. Nascosta tra la vegetazione, scavata nal banco tufaceo di quella Valle della Memorie dove sembrano siano andati ad annidarsi nel corso dei secoli tutti i ricordi, gli avvenimenti importanti, felici ed infelici, disposti a formare un disegno, come le tessere di un mosaico, ma non quello della vicina Cattedrale, per raccontare una storia insieme alla sua favola. Siamo ad Otranto, di fronte la cripta di San Nicola. (Salogentis) Un ultimo passo per raggiungere Masseria Torre Pinta e il suo bellissimo Ipogeo. I tre bracci corti della croce sono orientati a Ovest, a Est e a Sud, mentre la buia galleria, lunga 33 metri, che corrisponde al braccio lungo della croce, è orientata verso Nord.

Tutte le nicchie e l'ampio corridoio dal basso soffitto, presentano profonde incisioni provocate dalle unghie dei colombi. Se si osserva con più meticolosità, si noteranno alcuni particolari che rimandano direttamente alla cultura messapica: un forno utilizzato per la cremazione o per i sacrifici, centinaia di cavità adoperate come urne cinerarie e un sedile in pietra collocato lungo le pareti, utilizzato da questo popolo, secondo la loro usanza, per deporre i defunti seduti. L'origine messapica di tale struttura costituisce oggi l'ipotesi più accreditata. Luoghi di interesse : - Cave Bauxite - Torre Serpe - Baja Delle Orte - Faro Palascia - Masseria Agreste dell'agriturismo La Palascía - Masseria Cippano - Cripta San Nicola - Masseria Torre Pinta - Ipogeo di Torre Pinta Flora predominante : Salviano giallo, Cisto di Montpellier, Timo, Corbezzolo, Rosmarino, Lentisco. Fauna presente in loco : Biacco, Cervone, Ramarro, Falco della regina, Gheppio comune, Volpe. Incontro c/o Parcheggio Minerva, Otranto alle ore 09.00 Coordinate Gps 40.1401928,18.4925271 info: dienneavventura@gmail.com, mob.3476105658. AMICI A 4 ZAMPE : SI, al guinzaglio. Distanza del percorso 16 km circa, difficoltà T (turistica) + E (Escursionistica) per un piccolo tratto di scogliera. Calorie bruciate durante il percorso : 1800 ca

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