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“Gallipoli in Poesia” torna in digitale. Da domani gli incontri del festival

On line il primo appuntamento della rassegna Poié curato da Andrea Donaera con Andrea Martina. Un episodio a settimana per un totale di sei appuntamenti in biblioteca

GALLIPOLI - Riprendono i lavori e gli appuntamenti del festiva “Gallipoli in Poesia”. Dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, l’appuntamento culturale gallipolino cambia la sua veste e si ripropone sul web. Da domani, online sul canale facebook e sul canale YouTube del Comune di Gallipoli, parte “Poiè, le parole accorciano le distanze”, il format dell’assessorato alla Cultura, dedicato al mondo della poesia e agli scrittori salentini.

Nella biblioteca comunale di Sant’Angelo, il poeta Andrea Donaera, direttore artistico della rassegna, ogni settimana incontrerà complessivamente sei ospiti, uno per volta, nomi noti nello scenario letterario pugliese ovvero Chiara Evangelista, Annibale Gagliani, Andrea Martina, Giorgia Salicandro, Walter Spennato e Maria Pia Romano.

Ad aprire il format, domani alle 12, con il primo dei sei episodi, lo scrittore, sceneggiatore e attore teatrale Andrea Martina, di Cellino San Marco. Martina ha pubblicato tre romanzi e un saggio, il suo ultimo lavoro è “La Terza Stagione”, ed è il curatore della collana di narrativa Ermes per I Libri di Icaro. Da sei anni lavora in teatro scrivendo e interpretando diverse scene e spettacoli, tra questi “Il Gigante” e “Gino Bartali-una guerra in bicicletta”. Ha realizzato la sceneggiatura del cortometraggio “Turno di Notte”, per la regia di Angelo Cascione e collabora alla scrittura e produzione di videoclip, spot pubblicitari e documentari.

“In questi anni abbiamo sempre dato spazio alle manifestazioni culturali e agli incontri dedicati al mondo della poesia” commenta il sindaco Stefano Minerva, “l’emergenza sanitaria ha rappresentato un grosso impedimento per questo settore e abbiamo pensato di garantire al pubblico gli incontri in biblioteca, ma con una forma alternativa. Il festival, nato nel 2017 grazie all’attuale amministrazione, continua e si adatta al contesto: sosteniamo la cultura, sosteniamo la poesia”.

Il format Gallipoli in Poesia, nato dalla volontà del sindaco Minerva, si è sviluppato nel corso degli anni in forme e formati differenti: da Oju Lampante, mini festival dedicato alla poesia dialettale, ad Agitazioni Poetiche in cui la poesia è stata raccontata attraverso diversi approcci artistici.  Il Gallipoli in Poesia, negli anni, ha ospitato nomi importanti dello scenario poetico nazionale ed internazionale tra cui Milo De Angelis, Davide Rondoni, Richard Harrison, Valerio Grutt.

A curare la direzione artistica di Poiè, il gallipolino Andrea Donaera, noto per aver pubblicato il romanzo “Io sono la bestia” con cui ha vinto il premio speciale Fondazione Megamark nel 2020 e il saggio Su una tovaglia lisa. Nell’Inventario privato di Elio Pagliarani con cui ha ottenuto il premio De Finibus Terrae nel 2018. Tra le sue opere anche la raccolta poetica Una Madonna che mai appare. Nel 2018 ha vinto, con poesie inedite, il premio Guido Gozzano e il premio Bologna in Lettere. Dal 2017 è il direttore artistico del festival letterario “Poié” di Gallipoli. Dal 2020 cura, per Moo Magazine, il podcast sugli scrittori esordienti (n)Trame. Suoi testi e interventi sono apparsi su blog e riviste, tra cui “Nuovi Argomenti”, “minima&moralia”, “Il primo amore”, “Nazione indiana”, “Verde”, “Colla” e “Terra Nullius”. 

“A un certo punto di questo anno infausto che ci è stato dato in sorte, tutti i lavoratori del mondo culturale, si sono chiesti: E mò che facciamo? È una domanda che persiste, riverbera fortissima ogni giorno. Le istituzioni che tentano di dare risposte sono pochissime” commenta Donaera, “per fortuna il Comune di Gallipoli, nella persona del sindaco Stefano Minerva, prova a essere un avamposto in grado di sostenere le operazioni legate ai processi culturali anche in una condizione come quella attuale. Questo Poié Podcast ne è un grande esempio. Trasferire gli eventi online non ha nulla a che fare con la normalità, non sostituisce neanche lontanamente l’esserci in presenza: ma è un sintomo di resistenza, perché svuotare le persone, anche della letteratura e della poesia, creerebbe un distanziamento tremendo e pericoloso. Uno spazio vuoto tra le nostre vite e la realtà feroce che ci circonda, che solo l’arte può colmare”. Poiè, la parole accorciano le distanze è stato realizzato grazie alla collaborazione di Amart associazione culturale e al coordinamento artistico dell’associazione giovanile Canisciolti.

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