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I dinosauri invadono Calimera: una mostra sorprendente in scala reale

C'il il T-Rex che lotta e uccide un triceratopo, il gigantesco diplodoco, la tigre dai denti a sciabola e decine di altre riproduzioni in grandezza naturale di animali dal Mesozoico fino al Cenozoico. Un evento da non perdere per appassionati e curiosi 

Galleria fotografica di Luca Capoccia ed Emilio Faivre.

CALIMERA – Ruggiti e altri strani effetti sonori, riproduzioni del verso di animali scomparsi, accompagnano alcuni tratti di un percorso che si snoda anche nella boscaglia di lecci. Un vero e proprio viaggio sensoriale da gustare in tutte le salse: di giorno, per apprezzare meglio le perfette rifiniture con cui sono stati plasmati e fatti rinascere gli antichi abitanti del pianeta, e al buio della sera, sotto un tetto di stelle brillanti, qui dove l'inquinamento luminoso è ridotto al massimo, per assaporare meglio il piacere della scoperta.

Ogni angolo del Museo di storia naturale del Salento, a Calimera, è stato disseminato di dinosauri e altri animali che hanno popolato dal Mesozoico fino al Cenozoico questa palla di terra che fluttua nel vuoto dell’universo. L’incanto della vita in tutte le sue forme e molto prima che apparissero gli ominidi, con fedeli riproduzioni in grandezza naturale, proiettata nella modernità. Niente paura, ovviamente: non è il “Jurassic Park” del prolifico genio del cinema Steven Spielberg, nessun visitatore si ritroverà all’improvviso ghermito dalle fauci di una tigre con i denti a sciabola, eppure i modelli sono dotati di un effetto realistico impressionante.

Tutto frutto delle capacità di un gruppo di giovani creativi, paleontologi e artisti insieme, facenti capo a Geomodel, società cooperativa veneziana, che ha portato nel cuore della Grecìa Salentina alcune fra le sue più significative rappresentazioni dei grandi dominatori del pianeta, estintisi forse a causa di un enorme meteorite che, abbattendosi sulla penisola dello Yucatan, provocò effetti collaterali a catena e sconvolgimenti climatici.

Ieri la mostra dei “Dinosauri in scala 1:1” ha catturato l’attenzione di centinaia fra salentini e turisti, complice anche Halloween, con scenogradie e trucchi ad hoc. Ma chi avesse mancato l'appuntamento, non deve preoccuparsi: si potrà continuare a visitarla ancora a lungo, fino al 28 febbraio prossimo, e anche sotto Natale.

Aperta a tutti, con programmi specifici rivolti alle scuole, la mostra è un viaggio accattivante in cui si possono scoprire anche gli ospiti in carne ossa. La struttura, infatti, come noto, include anche l’Osservatorio faunistico provinciale, per cui i visitatori si ritroveranno all’improvviso accanto ai “mostri” del passato (anche se è difficile definire tale lo sguardo dolce di un Meghaterion, un bradipo ‘cresciutello’ immortalato con una zampa posata su un ramo e che sembra andare in cerca di frutta e foglie) anche meravigliosi esemplari in gabbia di rapaci che scrutano nel buio dilatando le pupille e molte altre specie.

Momenti da vivere in famiglia, in coppia o con un gruppo di amici, per appagare l’infinita curiosità dei bambini, ma anche il piacere della riscoperta degli adulti. Non c’è età, in fin dei conti, per un tuffo nel passato e notare la strana somiglianza fra la testa allungata di un parasaurofolo e tante ricostruzioni cinematografiche di esseri alieni, come per osservare da vicino lo sguardo profondamente accigliato di un gufo reale che sembra quasi ammonire: “Guai se mi fotografi”. Un piccolo consiglio: dotatevi di una lampada (vanno bene quelle dei cellulari di nuova generazione), perché il percorso nel boschetto può celare qualche insidia fra radici, sassi e improvvise discese. 

Fra le riproduzioni che sembrano riscuotere maggior successo, un emozionante quadro di caccia preistorico, quasi un fotogramma tridimensionale di un documentario di "History Channel" trasferito nella realtà, che vede un triceratopo soccombere sotto la ferocia di un tirannosauro, e l’imponente quanto mansueto diplodoco (mangiava fogliame sfruttando un collo smisurato), scrutato in modo famelico da un più piccolo, ma molto pericoloso, allosauro.

Questo e molto altro è la mostra, con laboratori interni per i bambini, schede biografiche di studiosi e artisti che hanno dato vita ai dinosauri, ai mammiferi dell’antichità e ad altri esemplari, come il dodo o insetti abnormi, e tutti accompagnati da esaustive informazioni su habitat, dieta e dimensioni. Una gita da accompagnare a una visita anche al vivarium e per riscoprire, in generale, tutte le specializzazioni di una struttura che riesce sempre a sorprendere e che richiede il sostegno di tutti per continuare a operare.

Per chi ancora non conoscesse il Museo di storia naturale del Salento e le sue attività (si trova sulla via per Borgagne), o per i turisti di passaggio che hanno voglia di un itinerario inconsueto, la mostra dei dinosauri può essere il momento ideale per avvicinarsi e appassionarsi. Tutte le informazioni sui giorni per le visite e i prezzi si possono acquisire direttamente sul sito del Museo di Calimera.        

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