Giovedì, 17 Giugno 2021
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Conservatorio Tito Schipa: "Per un polo culturale strategico sul territorio"

Alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno accademico, con una pièce su Rossini, il presidente Biagio Marzo rivendica centralità nella formazione e nell'offerta culturale

LECCE – Un polo autorevole per la formazione, capace di attrarre le migliori risorse non solo della provincia di Lecce, ma anche di quelle di Taranto e Brindisi e di proporre, come spiega il presidente Biagio Marzo, contenuti “per un turismo qualificato attraverso progetti che coinvolgano i paesi e i saperi diffusi in questa vasta area”.

L’anno accademico del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce prende il via sabato 28 gennaio con una strategia ben precisa, quella di essere protagonista di una nuova stagione: “Abbiamo circa mille iscritti, tra cui diversi stranieri, quasi cento docenti. Abbiamo tutte le carte in regola per essere un polo importante. In questo momento va di moda inventarsi dei surrogati, ma qui le istituzioni culturali ci sono già e tra le più antiche d’Italia: mi riferisco al conservatorio naturalmente, ma anche all’Accademia di Belle Arti. Il nostro patrimonio non può consistere solo nella voce di Tito Schipa che risuona a mezzogiorno da Palazzo Carafa”.

Marzo chiede da una parte un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni locali, affinché comprendano come sta cercando di fare la Regione Puglia la necessità e l’opportunità di rilanciare il ruolo del conservatorio, dall’altra immagina una istituzione culturale non chiusa in se stessa, nella sua torre d’avorio, ma al passo con i tempi: “Non possiamo pensare più che il conservatorio sia un polo assistito e assistenziale, deve sapere stare sul mercato, fare profitto grazie anche a sinergie con il privato”.

E se questo è il futuro auspicato per il conservatorio (diretto da Giovanni Spedicati), il presente offre sabato, alle 20.30 con ingresso gratuito, una pièce teatrale musicale per voce recitante, soli e orchestra. In "Et volià! Monsieur Rossini". L’attore Ippolito Chiarello darà voce a Gioacchino Rossini che, al limite estremo della sua vita, rievoca, dapprima con nostalgia e via via con sempre più umorismo, gli episodi salienti della sua vita artistica e personale, ripercorrendo gli anni della giovinezza, i grandi successi della carriera di operista, i ricordi più forti delle storie d’amore con le sue due mogli ed, infine, la decisione di abbandonare il teatro musicale per iniziare una seconda vita gaudente e disimpegnata.

L’orchestra sinfonica del conservatorio, diretta dal maestro Giovanni Pellegrini, il soprano Adriana Damato, il contraltista Gianluca Belfiori Doro e il basso Lorenzo Regazzo, duetteranno con la voce recitante di Chiarello (che interpreterà i testi della studentessa del conservatorio Alessia Rella), in un crescendo  “rossiniano” appunto, verso un allegro e spumeggiante finale che rievoca gli aspetti giocosi, ironici e burleschi del carattere di Rossini. Tra le pagine musicali che verranno eseguite alcuni celebri brani strumentali (tratti da Il Barbiere di Siviglia,  Cenerentola e La Gazza Ladra), famose arie (da L’Assedio di Corinto, la Donna del Lago e L’Occasione fa il Ladro) e la celeberrima Tarantella. L'appuntamento  è organizzato in collaborazione con ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (settore Alta formazione artistica e musicale italiana), Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Lecce.

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