Mercoledì, 4 Agosto 2021
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La magia della Tarsìa, l'arte di dipingere con il legno

L'antica tecnica degli intarsiatori rivive nelle opere dell'artista salentino Antonio Gerbino sino al 27 agosto nel centro storico di Gallipoli. Paesaggi, volti, folklore i soggetti della mostra

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Il fascino della tarsìa, dell'arte di dipingere con il legno, rivive come ogni estate nelle calde e afose serate della Kalepolis salentina. Sono tornate a fare bella mostra di sè da ieri sera (e sino al prossimo 27 agosto) a Gallipoli, nei locali al civico 97 che si affacciano sulla principale direttrice del centro storico di via Antonietta De Pace, e con la consolidata collaborazione dell'Associazione "Gallipoli Nostra", le creazioni artistiche del maestro Antonio Gerbino. Un artista autoctono di quella fucina di professionalità e di personalità creative di cui è ricca la terra del Salento. Un'arte magica quella della tarsìa lignea, che continua ad affascinare chi già la conosce e a "rapire" vista ed animo di chi, per la prima volta, si affaccia ad ammirarla. Un'arte inebriante, descrittiva, dettagliata e nel contempo discreta a tal punto da rappresentare un'innata contraddizione: quella di voler urlare, in silenzio, tutta la sua bellezza. Sono sensazioni indicibili quelle che si generano alla vista delle tarsìe di Gerbino.

Il maestro di Parabita riesce ad infondere con questa tecnica dalle antichissime origini, ridiscendendo dai maestri di Lendinara, un'atmosfera scenica e raffigurativa paragonabile metaforicamente ad una sinfonia cromatica. Ecco quindi che i soggetti delle sue tarsìe pittoriche (dai paesaggi gallipolini, alle venature dei volti degli anziani o ai nudi di donna, agli scorci di vita quotidiana o alle immagini dell'iconografia sacra) celano una musicalità segreta che suggerisce un movimento silenzioso e contemplativo ma che, al tempo stesso, imprime sul legno, in un attimo, fuggente, tutta la spiritualità e il calore della vita vissuta e del reale. Nelle minute sfoglie di legno sapientemente accostate e nella composizione ad intarsio delle figure e dei soggetti prescelti spiccano, come normalmente avviene in un quadro dipinto su tela, i colori e i chiaroscuri che, in alcune opere, si animano in una danza malinconica.


I colori sono le note che si combinano sino a creare armonie e dissonanze che parlano della natura, dell'uomo delle strada o dell'artista ma che come ricorda la professoressa Margherita Tozzi "è evidente che risentono dell'ispirazione mediterranea che traspare dalla luce della sua terra, di Gallipoli descritta nelle figure nelle azioni quotidiane, nonché dall'elevata forza espressiva comunicata dai gesti spontanei ed essenziali delle figure umane, fortemente visibili nei suoi nudi di donna o nell'anziana donna che seguendo un magico rituale si appresta il sabato a preparare le orecchiette, lauto e festoso pasto della domenica". Gerbino contempla e riproduce sul legno le emozioni di un Salento d'amare e da visitare. Anche attraverso la magia pittorica delle sue tarsìe adagiate sulle onde quiete di un mare ligneo e luminoso.

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