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Letteratura e musica sperimentale nell’aperitivo letterario

All’Arci Rubik di Guagnano, mercoledì 18 gennaio, appuntamento con la presentazione del libro dell’autore salentino Osvaldo Piliego “Fino alla fine del giorno”. A seguire, lo spettacolo musicale del progetto “Above the tree”

GUAGNANO - Mercoledì 18 gennaio all’Arci Rubik di Guagnano, l’aperitivo letterario con la presentazione del romanzo “Fino alla fine del giorno” di Osvaldo Piliego e, a seguire, Above the tree in concerto. Continua il tour di promozione del romanzo del giornalista salentino, edito da Lupo, con al centro il pub di Settimio, approdo di generazioni perdute, il punto d’incontro di storie confinanti, di solitudini che annaspano nell’illusione di risolversi in cerca di una free way destinata a rivelarsi una diaspora.

A seguire, poi, “Above The Tree” in concerto: il progetto, nato nel 2007, con il solo Marco Bernacchia, artista sonoro e visivo marchigiano attivo in precedenza con Gallina e M.a.z.c.a, i cui quattro album hanno ottenuto ottimi riscontri di critica e pubblico. La musica di Above the Tree si caratterizza da sempre per la capacità di unire folk ed avanguardia, con costanti richiami all'Africa tribale e al blues delle origini, adagiando il tutto su un tappeto fatto di delicato rumore.

Il suo live, di forte impatto visivo, è caratterizzato da un approccio teatrale che pone il corpo sullo stesso livello della musica e in cui è costante l'utilizzo di una maschera da gallo. Dal 2007 ad oggi innumerevoli sono stati i palchi che lo hanno ospitato, dall'Italia alla Francia, dalla Germania alla Spagna, e ancora Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Svizzera, Svezia ed Ucraina. Un tour senza sosta alcuna durato 4 anni.
Nel gennaio 2012, in seguito all'incontro con Matteo Sideri (elettronica/ percussioni) uscirà il suo primo disco in duo; per l'occasione quindi il nome del progetto verrà trasformato in Above the Tree & E-side. Il disco si intitolerà Wild e verrà prodotto dall'etichetta bolognese Locomotiv Records.

In Wild il lato mantrico caratteristico del suono di Above The Tree/Marco Bernacchia è esaltato e rafforzato dal beat primitivo di Matteo Sideri. L'unione dei due musicisti conduce il disco verso atmosfere desertiche in cui il vento del Sahara sembra fare da sfondo alle timbriche contaminate dal blues del delta e in cui i ritmi sono sviluppati ad hoc per animare le voci ancestrali degli indiani d'America.
Quest'onda sinuosa e maestosa volteggia su un linguaggio di confine che conduce chi ascolta verso un nuovo mondo selvaggio.
 

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