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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Mario Gianfrate ad Alessano per il centenario dell’assassinio di Matteotti e per celebrare la Liberazione

Mercoledì 24 aprile, ore 19, presso il Vescovado in piazza don Tonino Bello ad Alessano, L’Adelfia - Società Cooperativa organizza l’incontro con lo scrittore Mario Gianfrate e la presentazione del suo libro “Delitto Matteotti-Il mandante”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

ALESSANO - "Uccidete me, ma l'idea che è in me non la ucciderete mai", Giacomo Matteotti. Mercoledì 24 aprile, ore 19, presso il Vescovado in piazza don Tonino Bello ad Alessano, L’Adelfia - Società Cooperativa organizza l’incontro con lo scrittore Mario Gianfrate e la presentazione del suo libro “Delitto Matteotti-Il mandante”.

Un momento di analisi e dibattito con ospiti del mondo accademico per ricordare l’Uomo e il Politico, Giacomo Matteotti. La doppia ricorrenza del centenario dalla sua morte, avvenuta il 10 giugno del 1924, e della festa della Liberazione, rafforza l’idea di porre la figura di Matteotti come simbolo dell’impegno e della responsabilità civile e politica, anticorpi democratici di ogni deriva liberticida.

In questa cornice Mario Gianfrate e il suo libro forniranno lo spunto per una più attenta disamina e riscoperta prospettiva storica di ciò che fu il prologo e il tragico epilogo della battaglia per la Libertà di Giacomo Matteotti.

Interverranno: Mario Gianfrate - autore del libro, Gabriele Bastianutti - Docente filosofia Liceo G. C. Vanini Federico Imperato - Ricercatore Università Degli Studi di Bari, On. Biagio Marzo - già parlamentare Psi. Modera: Giovanni Bongo - Docente filosofia Liceo G. C. Vanini.

++++ NOTE “Delitto Matteotti-Il mandante”

«Il volume non è soltanto una brillante, lucida analisi dei tragici eventi che aprirono definitivamente la via alla dittatura in Italia, ma anche un’analisi appuntita, meticolosa, accuratissima che consente di verificare come nella trascrizione del resoconto stenografico dei funzionari della Camera siano scomparsi, grazie a una occhiuta e certamente non disinteressata regia, elementi preziosi tra i quali diverse interruzioni (una delle quali dello stesso Mussolini!) che, integralmente qui riportate, consentono una rilettura originale e rivelatrice di quel discorso, restituendoci qualcosa che evidentemente si voleva far scomparire.

Dobbiamo dunque alla stampa libera del tempo e all’appassionata ricerca di Gianfrate se oggi abbiamo di quella estrema testimonianza di libertà una ricostruzione più completa, non “emendata” dal regime, non offuscata da filtri ma ricostruita grazie a giornali quali La Giustizia, l’Avanti! e l’Unità, ma anche a un giornale “fascistissimo” quale La Gazzetta di Puglia, la cui cronaca è tuttavia ricca di particolari inediti» (dalla prefazione di Alberto Aghemo).

Mario Gianfrate nato a Locorotondo nel 1950, professore di Lettere, militante e dirigente socialista in Locorotondo, proviene da una famiglia storicamente legata al socialismo pugliese. Suo nonno Giovanni (1882-1937), giovane barbiere autodidatta, fondatore del Partito socialista di Locorotondo (Bari), agli albori del secolo scorso organizzò le lotte del movimento operaio, dando vita alla Lega di miglioramento tra gli edili e affini promuovendo gli scioperi per il conseguimento di condizioni di vita più umane dei lavoratori.

Attiva fu la sua battaglia contro la camorra organizzata del luogo che si contendeva il possesso dello strumento comunale. Nel 1914 fondò «Il Seme», settimanale socialista, dal quale condusse una vigorosa battaglia contro la guerra. Arrestato per attività antimilitarista e pacifista, fu confinato a Bitonto per un anno, per i primi sei mesi a domicilio coatto e per i restanti in libertà vigilata. Negli anni del biennio rosso organizzò i moti del '19 contro il rincaro indiscriminato dei prezzi dei beni di prima necessità. Promosse la costituzione di una cooperativa di consumo.

Antifascista, tenne la commemorazione di Giacomo Matteotti assassinato dai fascisti. Arrestato la sera del 31 dicembre del 1928, fu trasferito, insieme ad altri cinque compagni di fede, al carcere di Monopoli. Significativa la sua attività letteraria: un suo dramma sull'emigrazione, La Patria dei poveri, è conservato presso la Library of Congress degli Stati Uniti. Mario Gianfrate raccoglie l'eredità ideale e politica di Giovanni dedicandosi anche al recupero di materiale documentario relativo alla storia locale del Partito socialista.

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