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Melodie d’autore con gli Stadio per condurre nella prima alba d’Italia

Migliaia di persone per il concerto della band emiliana, che si è esibita sul Lungomare degli Eroi, con una carrellata di vecchi e nuovi successi della propria carriera artistica. Anche i fuochi d'artificio per festeggiare il 2012

OTRANTO - La mezzanotte sulla Porta d’Oriente, scaldata dai fuochi pirotecnici, e il fascino del primo raggio di sole del nuovo anno sul destino di Otranto, in festa per la serata clou della rassegna “Alba dei Popoli”. Si saluta così il 2011 e si fa appena in tempo a sorseggiare un brindisi al 2012, che, sul palco del Lungomare degli Eroi, arrivano i protagonisti più attesi, ossia gli Stadio.

Due ore e mezzo di concerto, per ripercorrere idealmente la propria storia musicale, dagli esordi nel Banana Repubblic al rapporto controverso col loro Pigmalione, Lucio Dalla, passando per le collaborazioni fitte con Vasco Rossi, Ivano Fossati, Bennato e tanti altri. Con l’immancabile omaggio a Carlo Verdone, che ha contribuito a far conoscere il gruppo al grande pubblico, affidando le colonne sonore di diversi suoi film, tra cui Borotalco ed Acqua e sapone (con lo stesso regista romano, sono tornati a lavorare nel suo nuovo film in uscita a febbraio). Nel percorso, c’è l’approdo-evoluzione più recente del pop-rock d’autore.

Il viaggio nel loro repertorio ha inizio con l’ultimo album, che dà il titolo al tour, ossia “Diamanti e caramelle”. Si parte con un brano che è un auspicio per l’anno iniziato, “Ferma la felicità”, sino alla narrativa “Cortili lontani”. Passando per l’omonima canzone che ispira il nome all’album e quel ritornello che la piazza canta a squarciagola: “Ma è come se domani non ci fossero più stelle, è come se diamanti diventassero caramelle. È come se il mattino non portasse mai più il sole come se il mio destino avesse un nome, errore”.

La melodia ha un ruolo da padrone, dentro un suono mai aggressivo, che solo in pochi frangenti si concede ad un rock più viscerale. Ci sono ovviamente i pezzi del passato rispolverati come “Canzoni alla radio”, quelli da colonna sonora come “Chi te l’ha detto” e l’istrionica “Grande figlio di puttana”. Brani più poetici come “Chiedi chi erano i Beatles” e gli omaggi commossi a Pantani con “E mi alzo sui pedali” e alla coppia Scirea-Facchetti, con “Gaetano e Giacinto”.

Gaetano Curreri-2Non mancano pezzi generazionali come “La faccia delle donne”, “Un disperato bisogno d’amore” e “Ballando al buio”. Ci sono “Stabiliamo un contatto” e “Generazione di Fenomeni”, passando per la divertente “Dammi cinque minuti”, sino ad arrivare a “Lo zaino”, brano scritto con Vasco Rossi e presentato a Sanremo con discreto successo. E non poteva non esserci il pezzo più noto del recente passato degli Stadio, ossia la delicata ballata, “Sorprendimi”.

Vola via così lo spettacolo, che apre il lungo tour di “Diamanti e caramelle”, che proseguirà fino all’estate prossima, per festeggiare i trent’anni di una carriera ricca di soddisfazioni. Con un ringraziamento speciale al Salento e ad Otranto, che il leader del gruppo, Gaetano Curreri, ha voluto esprimere prime di scendere dal palco e lasciare spazio all’animazione dei dj locali.

 

 

 

 

 

 

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