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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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I cambiamenti del quartiere visti da una lavanderia: Filippo Maria Cariglia presenta il suo libro

S’intitola “Memorie di una lavanderia ad acqua” la raccolta di racconti che verrà presentata venerdì 3 marzo alle Officine culturali Ergot di Lecce. Intervengono anche Fanny Bortone e Luciano Pagano

LECCE – S’intitola “Memorie di una lavanderia ad acqua” il libro di Filippo Maria Cariglia, che verrà presentato domani, a Lecce, alle ore 19.30, presso le Officine culturali Ergot, in piazzetta Falconieri 1/b.

Si tratta della prima presentazione del libro di racconti dell’autore. Interverranno, insieme a lui, Fanny Bortone, autrice della premessa al volume e l’editore, Luciano Pagano. A seguire la proiezione del documentario “Memorie di una lavanderia ad acqua” di Filippo Maria Cariglia. Il documentario è stato selezionato dal “Los Angeles, Italia Film Fashion and Art Fest” a Hollywood/Los Angeles - festival che nasce come iniziativa realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e Audiovisivo/Ministero della Cultura, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Italian Trade Agency (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) - e verrà proiettato il 6 marzo 2023, alle ore 19.30.

Filippo “Pippo” Cariglia, è un regista, fotografo, produttore e imprenditore salentino. Il suo nome è legato da quasi 20 anni a Jefferson Lavanderia, luogo di ispirazione di molti suoi progetti artistici e realtà culturale della città di Lecce, di cui è il proprietario assieme al fratello Andrea. Ha studiato fotografia analogica e sceneggiatura a Roma. Collabora su diversi set cinematografici a basso costo, e nel 2010 partecipa alla scrittura e alla co-regia del film “L’Altra Città”, prodotto indipendente che racconta le vicende di alcuni immigrati che partecipano ad un torneo antirazzista in un ex ospedale psichiatrico. Si interessa al tema della gentrificazione del quartiere San Pio di Lecce e si impegna nella gestione della sua lavanderia, che diventa fonte di ispirazione per questo libro.

Si può osservare la città e il suo cambiamento dall’oblò di una lavatrice ad acqua? È quello che fa Filippo Maria Cariglia, nei sette racconti che compongono Memorie di una lavanderia ad acqua, nei quali è narrata l’evoluzione recente di un quartiere della città di Lecce, con la realtà dei personaggi che lo popolano, le loro vite e le storie che ne costituiscono la materia mutevole. Piccole ossessioni si trasformano in giri verbali che fanno prendere il largo e dispiegano un mondo in cui il lettore impara a muoversi apprendendo un codice, prendendo dimestichezza con le abitudini dei clienti della lavanderia, che condividono strade e luoghi del quartiere che cambia.

La copertina del libroLa lavanderia è un luogo che plasma e allo stesso tempo viene plasmato dagli incontri, è un caleidoscopio di caratteri, tra amici “di spessore”, semplici avventori, coppie che si giurano amore eterno e “santi” che non sono quello che sembrano, tutti provenienti da ogni parte del mondo e appartenenti a ogni ceto sociale. Così la lavanderia in alcuni momenti somiglia a un porto, in altri è un rifugio. Un luogo da cui spiccare il volo o un posto dove nascondersi per leccare le proprie ferite, un punto di partenza per nuovi propositi, tra un lavaggio e una stiratura acrobatica, il tutto nel ritmo ciclico delle macchine lavatrici.

Filippo Maria Cariglia, “Memorie di una lavanderia ad acqua”, (Musicaos, Narrativa, 36), con una premessa di Fanny Bortone. Info Musicaos Editore. Tel. 0836.618232 | info@musicaos.it | ufficiostampa@musicaos.it

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