Sabato, 24 Luglio 2021
Eventi Via degli Ammirati

Lecce sdogana l’architettura di stile fascista. Una mostra per valorizzare un patrimonio

Al Must di via degli Ammirati una rassegna a cura del Dicar del Politecnico di Bari in partnership con Ordine degli architetti e Istituto nazionale di bioarchitettura. Il capoluogo salentino presenta molti edifici della seconda parte del Ventennio

LECCE – Può piacere o meno, ma l’architettura di stile fascista ha lasciato un’impronta molto netta a Lecce, fin dentro il suo cuore, piazza Sant’Oronzo. Ma poi ci sono anche gli edifici della questura, della Camera di commercio, quelli universitari nei pressi di Porta Napoli e molti altri ancora. Conoscerla significa attraversare un pezzo della storia della città.

L’opportunità è data da una mostra che aprirà i battenti domani, venerdì 6 giugno, presso il Museo storico di via degli Ammirati. Curata da Gabriele Rossi si intitola “Lecce e l’immagine della città fascista. Le opere pubbliche del II decennio”. Alla cerimonia interverranno anche Paolo Perrone, sindaco di Lecce, Luigi Coclite, assessore alla Cultura, Nicola Elia, direttore del Must, Massimo Crusi, presidente dell’Ordine degli architetti di Lecce, Claudio D’Amato e Mauro Scionti del Politecnico di Bari, Maria Antonietta Aiello, Università del Salento e Mauro Scionti, Politecnico di Bari.

Dopo decenni di atteggiamento demonizzante nei confronti dell’architettura fascista gli studi sull’argomento si sono di recente moltiplicati e si sono così considerate le personalità di maggiore spicco a livello nazionale e studiate le “tipologie fasciste”, architetture introdotte dal regime per lo più a fini socio-assistenziali. La Opera Nazionale Balilla-2ricerca qui condotta tenta di colmare una palese lacuna di studi sull’architettura del regime a Lecce con un’indagine anzitutto sulle trasformazioni urbane e sugli strumenti pianificatori che le hanno governate ed in un secondo momento ed in modo più sistematico sulle opere pubbliche realizzate nel secondo decennio.

La mostra tenta di riconoscere, valorizzare, ed in qualche modo salvaguardare un patrimonio architettonico ancora in buona parte conservato, continuamente aggredito tuttavia da nuove destinazioni e funzioni cui questi pubblici contenitori sono chiamati ad assolvere.

Il progetto, promosso dal Dicar del Politecnico di Bari, in partnership con l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Lecce e l’Istituto nazionale Bioarchitettura, rientra tra le attività della rassegna “MustinArt. Generazioni a confronto”.

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