Giovedì, 24 Giugno 2021
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Dal Politecnico di Bari a Campi Salentina: 28 foto del maestro Cresci in mostra per un mese

Sarà inaugurato il prossimo 14 gennaio il percorso espositivo, nella cittadina del nord Salento. Le opere, realizzate da Mario Cresci, saranno visibili fino a febbraio all’interno della Sala della cultura. Alcune delle immagini dell’artista sono state acquisite anche dal Moma di New York

Una delle fotografie in mostra a Campi Salentina

CAMPI SALENTINA – Ventotto fotografie, provenienti dalla collezione del Politecnico di Bari, saranno in mostra a Campi Salentina.  Il progetto espositivo dell’artista Mario Cresci è promosso dal Comune, dall’assessorato alla Cultura e Pubblica istruzione. Sarà inaugurato il prossimo 14 gennaio e, per un mese, il percorso visivo attenderà i visitatori in Piazza della Libertà.

Cresci è nato a Chiavari, in provincia di Genova. Dalla fine degli anni Sessanta ha sviluppato un complesso corpo di lavoro che varia dal disegno, alla fotografia, all’installazione. Il suo lavoro si è sempre rivolto a una continua investigazione sulla natura del linguaggio visivo usando il mezzo fotografico come pretesto opposto al concetto di veridicità del reale. Autore, tra i primi in Italia della sua generazione, di un’opera eclettica all’interno della ricerca fotografica in cui le analisi della percezione visiva e della forma del pensiero artistico si confrontano negli anni Settanta con l’esperienza diretta del lavoro sul campo in ambito etnico e antropologico delle regioni del Mezzogiorno.

Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all’insegnamento come attività di esperienza creativa condivisa con gli altri e intesa come parte integrante del suo lavoro d’autore, nella convinzione che l’opera d’arte può consistere in un dispositivo formale che genera relazioni tra le persone o nascere daun processo sociale. Nel 1969 realizza la prima installazione fotografica in Europa alla Galleria Il Diaframma di Milano esponendo, nel rapporto tra produzione e consumo, un migliaio di cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie anch’esse trasparenti intese come frammenti del consumismo di allora nel dualismo tra immagini della ricchezza e della povertà. Nel 1968 e nel 1969 tra Roma e Parigi collabora con la Galleria l’Attico ed entra in contatto con Pascali, Mattiacci, Patella e Kounellis, realizzando una serie di performance urbane con due nastri fotografici di contenuto sociale e aderenti all’idea del teatro di strada. Nel 1974 alcune sue fotografie sono state acquisite dal Moma di New York.

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