“Tu mi vedi?”: a Lecce una mostra fotografica accessibile anche ai non vedenti

Dodici fotografie di ciechi e ipovedenti stampate, nella prima mostra personale di Silvio Bursomanno. E due concerti "al buio", diretti da Raffaele Casarano

Una delle immagini esposte durante la mostra

LECCE - Dodici primi piani di grandi dimensioni, di uomini e donne di tutte le età, ciechi e ipovedenti, per allontanare il tabù degli occhiali neri per nascondere il proprio sguardo. Dodici fotografie che gli stessi non vedenti potranno “osservare”, grazie alla restituzione tattile stampata in 3D. È questo lo scopo della mostra fotografica “Tu mi vedi?”, un progetto nato dall’idea del fotografo Silvio Bursomanno, in collaborazione con l’associazione culturale “Città tra le mani”. Le fotografie saranno esposte all’interno di una mostra gratuita, allestita dal 18 al 24 dicembre nell’ex Convento dei Teatini, e che è stata realizzata grazie anche alla partnership con l’Unione italiana dei Ciechi e degli ipovedenti, sezione di Lecce (di cui i dodici protagonisti delle fotografie sono parte attiva), il FabLab Lecce, TurismEtica e l’associazione culturale musicale Locomotive.

 L’esposizione delle gigantografie sarà aperta al pubblico e accessibile anche a persone con disabilità visiva: ogni singolo scatto sarà affiancato da rilievi modellati e stampati con l'ausilio delle nuove tecnologie 3D. La mostra sarà accompagnata anche da due appuntamenti (il 19 e il 22 dicembre alle 20,30), in cui sarà possibile ascoltare due concerti al buio, da bendati, con le note dei giovani musicisti del Locomotive Jazz, Alessandro Cudazzo e Giovanni Chirico, sotto la direzione artistica di Raffaele Casarano.

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L’evento sarà aperto a un massimo di 60 persone, che possono prenotare il proprio posto sul sito www.tumivedi.it, con un versamento volontario, del valore minimo di 10 euro, che saranno interamente devoluti a una causa solidale: donare alla città di Lecce opere cittadine realizzate con l’ausilio delle nuove tecnologie come la stampa 3D. Per Silvio Bursomanno, fotografo pubblicitario specializzato in moda, reportage industriale, food e still life, questa è la prima mostra personale: “Ho aspettato il momento di sentirmi pronto. Quest’esposizione è una sorta di provocazione, per puntare i riflettori su persone che nessuno fotograferebbe. Davanti alla disabilità, spesso ci voltiamo dall’altra parte, mentre è meraviglioso vedere come queste persone affrontino le difficoltà con leggerezza”.

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