A Lecce gli acrilici narranti di Leonardo Viola sullo sviluppo dell’uomo

Il maestro Leonardo Viola sarà impegnato a Lecce in un altro evento culturale per esporre le sue ultime tele insieme a Giovanni Russo, ceramista e pittore di fama internazionale. La mostra dei due artisti coincide con il periodo delle festività natalizie, immergendosi nell’atmosfera gioiosa di luci e profumi tipicamente invernali. Dal 21 al 31 dicembre la mostra sarà aperta al pubblico, orario 10-13/16.30-22.30, presso la storica Società Operaia Galleria Maccagnani in Corso Vittorio Emanuele II, ad un passo da piazza Sant'Oronzo, nel cuore della città dei ricami barocchi.

In questo scenario suggestivo si collocano i dipinti di Viola e le ceramiche di Russo che hanno trovato nell’arte un punto di incontro e di amicizia e ciò dimostra che all’interno del discorso artistico possono dialogare generi diversi e stilemi personali. Viola ha appena concluso una personale a Cisano Bergamsco (Bg) dove le sue creazioni hanno avuto un forte riscontro di pubblico, dando risalto all’ultimo approdo della sua ricerca espressiva.

Si è misurato con una categoria astratta risultato di una evoluzione continua, frutto di passione e curiosità instancabili che destano sempre meraviglia. Si tratta di sculture lignee su acrilici che evocano tutto il potere della materia e la plasticità delle figure in altorilievo. Leonardo Viola copre un ventaglio molto ampio di soggetti pittorici, passando attraverso differenti prove stilistiche: pittura contemporanea e classica, marine, figure umane, nature morte, e paesaggi. Ha esposto in tutta Italia e all’estero, a Parigi, Montecarlo, Denver (Colorado-Usa). I paesaggi naturali di Viola, in sintonia con i maestri Impressionisti e i Neoplastici come Piet Mondrian, sono di tutti, tutti si riconoscono, perché sono paesaggi dell’anima.

“Questo paesaggio l’ho già visto. È come se tornassi a casa”. È questa l’impressione delle persone che sostano davanti ai dipinti di Viola, in campo da 40 anni, allievo di Luca Vernizzi dell’Accademia di Belle Arti Di Brera (Milano). Sono francesi, svizzeri, americani, salentini e vedono qualcosa che appartiene alla loro identità, che è l’universalità dell’arte. Un dipinto di Viola è stato scelto dalla Casa Editrice Il Raggio Verde come simbolo ed immagine guida del concorso nazionale di narrativa 2019 "Il Mare in una stanza"(il link per partecipare al bando è https://www.ilraggioverdesrl.it/download/mare-stanza-bando/?fbclid=IwAR3g21O_KvNPzSZdpi1J1R9w3snBNxleqVAwKkzL5GvKt4ZsA8dNfZhvU_gù).

Viola descrive il suo mare con queste parole: “Un mare che inonda, che ingloba e che poi “scarica” la sua vivacità al di là dei vincoli architettonici (figurativamente quelli umani)”. L’abbraccio del mare è speculare a quello del cielo, rappresentando, secondo l’interpretazione psicoanalitica di Sergio Martella, analista freudiano, la figura del padre ed il suo amore fondamentale per lo sviluppo affettivo e sociale dei figli: “Mare, sole e cielo sono archetipi del padre”, precisa Martella. Nei paesaggi di Viola sono presenti tutti gli elementi fisici come in una cosmogonia sui miti riguardanti le origini della vita e dei corpi celesti: la terra, il cielo, le montagne e il mare indicano la dialettica e la compenetrazione tra elemento paterno e materno.

La luna, che tanto peso assume nella poetica di Viola, è il simbolo filiale, si colloca proprio al centro del rapporto con la sua forza soggettiva, tanto da agire sulle maree e condizionare la vita di molte specie viventi, regolandone il ciclo riproduttivo e i periodi di caccia. Ancora la psicoanalisi ci fa comprendere che l’uomo è in stretta relazione con il suo ambiente fisico-naturale dove tutte le parti sono interdipendenti, in un processo olistico. Ciò significa, afferma Martella, che “lo sviluppo dell'uomo è un processo che è prima fisico, quindi corporeo in sintonia con la fisica, ovvero l'ambiente fisico, che poi diventa fisiologico e affettivo”.

Le opere di Leonardo Viola, dunque, contengono un messaggio universale che viene trasmesso in modo inconscio. Soprattutto di fronte alle visioni di Leonardo Viola viene da pensare allo stupore di chi apre gli occhi a un primo mattino con la grazia di un adulto che rimane sempre se stesso, e rimane ad ascoltare, il silenzio delle cose. Per info pagina facebook https://www.facebook.com/leonardo.viola, video sui dipinti di Leonardo Viola https://www.salentoweb.tv/video/8053/mare-puglia-secondo-pittore-riccardo-vi?fbclid=IwAR2ZpI_x7FUlRzyacBh4ehlEPCj3GpUNsDyu2Fs6Tl7wAOqj86ZNYnzr7ps

Articolo e comunicazione giornalistica a cura di Michela Maffei ___________________________________________

Leonardo Viola nasce a San Giovanni Rotondo (Foggia) nel 1949. Dopo gli studi classici si trasferisce in terra bergamasca. Collabora come giornalista a L'eco di Bergamo, approfondendo nel contempo tecniche e conoscenze artistiche presso studi di Maestri lombardi. Dopo la laurea in Sociologia frequenta la Scuola-Artefici dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Hanno scritto di lui numerose testate tra cui il Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, Stampa Romana, il Confronto culturale, Nuovoquotidiano di Puglia, Seilatv. Il giornalista Raffaele Polo ha firmato “Rapsodie di memorie… in acrilico” in cui racconta la storia di Nardino (Leo-Nardino) appassionato colorista e poeta spirituale.

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