Domenica, 25 Luglio 2021
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Terzapagina. “L’aventurier”: la musica di sfondo, l’amicizia, la casualità della vita

Al Bluebeat bar, in via Egidio Reale, la mostra fotografica del regista leccese Pippo Cariglia che in Burkina-Faso ha incrociato, senza cercarla, la storia di Jules Mouanga, musicista che coniuga il jazz alle percussioni. Ne nascerà un documentario

Jules Muanga mentre insegna musica in una scuola (Pippo Cairiglia).

LECCE – Negli spazi del Bluebeat Bar, al civico 58 di via Egidio Reale, sono in esposizione alcuni incantevoli scatti del giovane regista leccese Pippo Cariglia, regista leccese di 35 anni.  Si chiama “L’aventurier” il percorso fotografico inspirato alla storia di Jules Mouanga, musicista e operatore culturale congolese che oggi vive in Burkina Faso dopo un lungo viaggio musicale nato come progetto di qualche settimana e trasformatosi in una peregrinazione che si è conclusa solo molti anni dopo in un paese diverso da quello di partenza, dove Muanga è tornato una sola volta e proprio insieme al documentarista salentino.

E anche lo stesso Cariglia, nello sviluppare il progetto (indipendente), si è dimostrato un avventuriero perché lui in Africa c’è finito, tra febbraio e marzo del 2013, per seguire una biennale del cinema, il Fespaco. E girovagando nel quartiere popolare, Gonghen, dove ha sede la rassegna si è verificato l’incontro, del tutto casuale, con il musicista. Cariglia in quel momento ha trovato una storia da raccontare che ha scardinato tutti i suoi piani portandolo a varcare diversi confini africani, ma anche a cercare riscontri in Francia e in Belgio. Ne è nato un percorso di scoperta reciproca e di amicizia che, probabilmente, porterà in un futuro non lontano Mouanga anche a Lecce, per la prima volta in quell’Europa che si suppone – erroneamente - sia la meta agognata da tutti gli africani.

aventurier-3La musica è tutto sommato solo la patina di superficie di questo che a tutti gli effetti può essere considerato un romanzo di formazione (in video), tanto di Mouanga che dello stesso regista che si è fatto già apprezzare per un lavoro coraggioso. Prevalentemente trombettista, ma abile nel destreggiarsi con molti degli strumenti tradizionali, il musicista è esponente di un genere molto particolare, che unisce il jazz con le percussioni.

Ma la sua è una storia innanzitutto di intense relazioni umane, nate attorno ad un comune talento, di strade che improvvisamente si separano perché – ad esempio - sull’aereo che porta in Europa, pagato da una sorta di impresario francese colpito da un concertino in Costa d’Avorio, non c’è posto per tutti i componenti del gruppo.

“L’aventurier”, insomma, è una sorta di metafora di come la casualità della vita possa essere assecondata senza porsi troppe domande. Esattamente come l’amore.

*Il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto al "Circle culturelle des enfants di Point Noire (Congo), città natale di Jules Muanga.

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