The Flatland collection - personale di Paolo Guido

Da Venerdì 10 al 30 Luglio 2015 l'inconsueto spazio espositivo dell'Eos Hotel ospiterà "the Flatland Collection", la mostra personale di Paolo Guido, giovane e promettente bartista leccese la cui rcerca ha individuato, nella disciplina pittorica tradizionale e digitale, l'interpretazione di un mondo onirico e fantastico.

Le sue opere digitali sono state esposte nella mostra "Would you be my Miracle" affianco ai leader mondiali della digital art, Ray Caesar e Natalie Shau, e la sua opera Titor è stata scelta come cover per l'album "Tradizione Elettrica" degli autori italiani Giorgio Baldi e Luca Fagella. Le sue opere pittoriche, oltre ad attirare l'attenzione delle più prestigiose gallerie internazionali della scena New Pop e New Surrealism, sono state esposte nel recente 2012, presso il museo casa del Conte Verde di Rivoli, durante la seconda edizione della mostra "Pop Surrealism" curata dalla Dorothy Circus Gallery, galleria italiana che lo rappresenta.

La mostra presenta un nutrito corpo di opere (riprodotte con tecnica di digital art) della più recente produzione di Paolo Guido (Lecce, 1971) riunite sotto il titolo "Flatland", chiaro ma, allo stesso tempo, sussurrato riferimento alle potenzialità insite nella "rappresentazione piatta" di un mondo fantastico.

Scrive di lui Alessandra Mazzanti (nota gallerista roimana) "I suoi personaggi, quasi elfi o folletti, sembrano usciti da magici tarocchi per ricordarci la preziosità del Tempo, il Nostro Tempo, da vivere goccia dopo goccia senza sprecarne, nel rispetto della terra e dei suoi frutti.
Ci prendono per mano per farci spiare la nostra stessa intimità, come attraverso il buco della serratura di una porta magica e finalmente ci vediamo dall'esterno, troppo spesso di corsa, smarriti in una routine di una realtà frenetica e ipertecnologica che ci allontana dalla madre terra e dai valori dell'essere umano. Fanciulle dai capelli colore del grano, come fate o Madonne, avvolte dalle vigne argentate coltivate con cura, illuminano un paesaggio interiore popolato da simboli alchemici e profumi antichi…Teneri putti, dalle guance calde e lo sguardo astuto, interpretano eroi contemporanei e antiche divinità, insieme ai loro alter ego cartoni animati, in un immaginario dell'infanzia ormai mescolato e guidano i nostri occhi lungo sentieri dipinti incantati e incantanti".

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