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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Mostre

"Il treno degli internati militari", apre la mostra nel Museo ferroviario di Lecce

L'esposizione, che racconta la storia della cosiddetta "altra resistenza", è aperta al pubblico dal 20 gennaio al 25 aprile 2023

LECCE - Quella degli internati militari italiani è stata una storia dimenticata per quasi cinquant’anni: 650mila giovani soldati che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutano di arruolarsi nei reparti della wehrmacht e della Repubblica sociale italiana, per poi essere caricati sui treni diretti in Germania.

La storia degli internati

All’arrivo nei lager venne proposto loro di scegliere tra il ritorno in Italia (a condizione di aderire all’esercito della Rsi) o l’internamento nei lager nazisti. La maggior parte di loro scelse consapevolmente di essere internata. Segregati nei lager nazisti di Germania e Polonia, qui sottoposti ad ogni forma di violenza fisica e psicologica, diedero inizio a quell’incredibile e spontaneo movimento di ribellione militare di massa definito “L’altra Resistenza” (A. Natta).  Questi giovani, con il loro sacrificio, contribuirono ad evitare la perdita di altre vite umane in una guerra fratricida da combattere contro altri italiani. Vissero per quasi due anni nella convinzione della loro nobile causa. Finita la guerra però, al loro rientro, trovarono un paese distrutto, ridotto alla fame e poco incline ad ascoltare la loro storia. Alle loro famiglie raccontarono poco o nulla della loro esperienza, cercando di dimenticare le sofferenze patite.

Il viaggio degli internati italiani.

La mostra

La loro vicenda, sconosciuta ai più, viene oggi raccontata attraverso una mostra: “Il treno degli internati militari – (Imi). L’altra resistenza (1943-1945), allestita nel Museo ferroviario di Lecce e aperta al pubblico dal 20 gennaio al 25 aprile 2023. La mostra svela, attraverso un percorso di fotografie e pannelli descrittivi, le varie fasi della storia degli internati italiani, attraverso i racconti della cattura, del viaggio, dell’internamento, del lavoro coatto, della trasformazione in lavoratori civili, della liberazione, del rimpatrio, dell’oblio e del ricordo. La visita si conclude all’interno di un carro ferroviario, analogo a quelli utilizzati per il trasferimento dei militari italiani dove viene proiettato un documentario “Vite di Imi”, realizzato dall’Associazione nazionale deduci della prigionia e dell'internamento di Roma (Anrp). L’obiettivo della mostra, oltre a restituire alle giovani generazioni la memoria storica di questa vicenda, è quello di favorire un momento di riflessione e stimolo per tutti i visitatori, in particolare per i familiari e i conoscenti di militari italiani deportati in Germania e Polonia recuperando notizie e documenti che consentano di aggiungere maggiori dettagli a questa pagina della storia italiana.

Studenti dell'istituto 'Presta Columella' in visita presso la mostra.

Gli internati pugliesi

Si stima che gli internati militari pugliesi siano stati circa 30 mila. I dati estratti dai registri Anrp hanno documentato finora la storia di 11.855 nostri conterranei. Di loro 8931 hanno fatto rientro, 2924 sono deceduti.

Enti ed associazioni coinvolte

La mostra è patrocinata dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Lecce e si avvale della collaborazione di numerose associazioni: Associazione ionico salentina amici delle ferrovie di Lecce (AisafI), Associazione nazionale reduci della prigionia e dell'internamento di Roma (Anrp), Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi) – sez. di Lecce, aassociazione Il treno della memoria e associazione Terra dei fuochi mediterranea. Info e prenotazioni ai numeri 0832/228821 - 335/6397167 o tramite mail info@museoferroviariodellapuglia.it

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