Mito e natura diventano “virtuali”: conto alla rovescia per il nuovo museo di Castro

Sarà inaugurato lo spazio espositivo all’interno del Castello Aragonese: anche la dea Minerva sulla superficie di mille metri

La stataua famosa in tutto il mondo

CASTRO – Catapultati dalle sale del Castello Aragonese fino alle umide alcove della Grotta della Zinzulusa. Nulla di surreale né utopistico: ma il nuovo progetto del museo del Comune di Castro, che sta per essere ultimato in collaborazione con la Soprintendenza dei beni archeologici.  Sarà inaugurato nel corso delle prossime settimane per poi diventare uno dei musei più prestigiosi d’Italia. Nuovi allestimenti, una sala conferenze che potrà ospitare centinaia di persone e persino un giro virtuale nella vicina grotta.

Un aspetto, quest’ultimo, non irrilevante: il sistema creato tramite sofisticati dispostivi tecnologici agevolerà infatti la fruizione dell’arte anche a tutti quei curiosi affetti da deficit motori, abbattendo in questo modo le barriere. I nuovi spazi culturali stanno per essere attrezzati anche in vista delle attività didattiche destinate ai più piccoli e alle loro famiglie, ma anche a a intere scolaresche. Una motivazione in più, da parte degli istituti scolastici, per raggiungere il Salento durante la stagione delle gite scolastiche.

Tutti i reperti, compresa la “dea”, saranno esposti nelle teche all’interno del castello. Il quale, già da solo, merita la visita. L’esposizione ormai copre l’intera superficie della fortezza aragonese, per un totale di quasi mille metri quadrati. Il trattamento e l’allestimento è stato curato dai massimi esperti sotto la supervisione del professore Luigi La Rocca, soprintendente per l’archeologia di Taranto. Il percorso didattico su più livelli secondo i diversi gradi di preparazione del visitatore.

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Gli scavi archeologici nell’area a picco sul mare hanno riportato in luce il famoso “Bronzetto di Atena”, una statuetta rinvenuta durante una campagna di scavi nel 2008, per poi giungere, nell’estate del 2015,  alla scoperta che ha lanciato il piccolo comune costiero sui giornali di tutto il mondo: quella della statua della dea Minerva, dall’abito purpureo in parte ancora intatto persino nel colore del “drappo”. Un metro e dieci di altezza per 80 centimetri di diametro che ha mandato in visibilio gli archeologici classici. Minerva, altri miti preistorici e letteratura greca. E ancora, leggende di Enea, Idomeneo e Diomede affiancheranno vere e proprie “incursioni” nelle nobili casate angioine ed aragonesi, approdando al Medioevo in uno dei parchi letterari più importanti d’Italia.  

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