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Sabato, 20 Aprile 2024
Il 21 marzo

“Papillon teatro”, lezione aperta nella casa circondariale di Borgo San Nicola

Quest’anno il laboratorio ha preso due strade diverse: la prima ha coinvolto il gruppo di attori giunto al suo secondo anno di pratiche teatrali; la seconda strada è stata riservata agli allievi-esordienti alla loro prima esperienza

LECCE - Ama, Accademia teatrale dell’Attore è da quattro anni all’interno del Casa circondariale di Lecce con il progetto di teatro, Papillon teatro: un laboratorio biennale per le persone detenute nella sezione maschile.

Quest’anno il laboratorio ha preso due strade diverse: la prima ha coinvolto il gruppo di attori giunto al suo secondo anno di pratiche teatrali; la seconda strada è stata riservata agli allievi-esordienti alla loro prima esperienza.

Il secondo gruppo è stato guidato dalle attrici pedagoghe Carmen Ines Tarantino e Veronica Mele, ed è formato da 12 studenti impegnati in un laboratorio di acquisizione dei linguaggi teatrali.

Utilizzando il noto testo di Alessandro Baricco, “Novecento”, gli allievi hanno intrapreso un percorso creativo multidisciplinare. Hanno esplorato i temi, attraverso l’ascolto di letture ad alta voce del testo, facendo emergere nuovi contenuti con tecniche di scrittura istintiva e creativa.

L’incontro di martedì 21 marzo, alle 11.30, sarà un momento di condivisione di un percorso che non può dirsi concluso, tutt’altro: è di fatto una lezione a porte aperte, quella in cui, nell’atto di condividere ciò che si è fatto in questo primo anno di laboratorio, si comprende il senso dell’azione teatrale, pur nella sua fragilità e imperfezione. Trattandosi di un incontro aperto, per chi vi partecipa, allievi ed esterni, ci saranno continui momenti di interazione e coinvolgimento attivo.

Durante il laboratorio sono stati inseriti percorsi sensoriali, training dell’immaginazione, esercizi di improvvisazione del corpo, del movimento e della parola, attività di manipolazione di materiali e colori, con la realizzazione anche di piccoli abbozzi scenografici. Un percorso di indagine interiore alla ricerca di immagini e significati, dell’espressività corporea e delle parole dette e non dette; per scoprire che siamo tutti circondati da messaggi e segnali che possono arrivare da ogni dove, quando meno ce lo aspettiamo, dal mare, dalla terra, dal cielo.

Il tutto accompagnato dalle suggestioni che un testo straordinario, come il monologo del pianista sull’oceano nato su una nave e di lì mai sceso, continua a regalarci. Una storia che racconta di musica, di mare, di immaginazione, di amicizia e di scoperte. Una storia sulla vita che appassiona, colpisce duramente e che diverte, così come, del resto, accade nella vita vera.

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