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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Lo spettacolo / Borgo Pace / Via Guido Dorso, 70

Per la prima volta sul palcoscenico di Koreja “Gli scarti” con “Tropicana”

Una riflessione sul mondo dell’arte, tra ironia e nonsense: in scena i Premi UBU Claudia Marsicano e Francesco Alberici

LECCE - Domenica 26 febbraio ore 18.30 per la prima volta in assoluto, il palcoscenico di Koreja ospita Gli Scarti con Tropicana, uno spettacolo che fonda la sua intelligente drammaturgia sulle dinamiche del successo e sugli ingranaggi tritacarne del mercato artistico. In scena Salvatore Aronica, Daniele Turconi, Claudia Marsicano premio Ubu Migliore Attrice Italiana nel 2017 e Francesco Alberici, Premio Ubu come miglior attore under 35 nel 2020-2021.

Tropicana è il succo di frutta numero uno al mondo, leader di mercato negli Stati Uniti, in Francia e in Gran Bretagna. È il 1947 quando Antonio Rossi, un emigrante siciliano, crea in Florida un impianto di pastorizzazione e imbottigliamento di spremuta d’arancia. Negli anni sessanta Tropicana è la prima società a vendere le spremute della Florida oltreoceano.

Ma Tropicana è anche e soprattutto il famosissimo brano del Gruppo Italiano che, dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, anno di uscita, è diventato un brano simbolo dell’estate tout-court, passando alla storia come inno alla leggerezza estiva, ballo di gruppo per eccellenza e immancabile colonna sonora di ogni villaggio turistico.

Ma di che cosa parla veramente questa canzone? È possibile abbandonarsi al fuoco di fila di nonsense e alle note orecchiabili del calypso, e poi lasciarsi sorprendere dai cortocircuiti che si creano tra il testo della canzone - dove un jingle pubblicitario fa da contrappunto a un’esplosione atomica - le vicende di quella band anni ‘80 e i quesiti identitari della giovane compagnia sul palco.

Tra le pieghe dell’apparente leggerezza, emerge un quadro generazionale ben poco consolatorio: quello dei trentenni entrati con foga nell’arena dell’auto-realizzazione professionale, applauditi per i primi risultati e poi immobilizzati dalla paura dei fallimenti e dell’oblio.

Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra identità reali e immaginarie, in cui ogni attore sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze. Lo spettacolo, tra ironia e nonsense, cela il malessere di una generazione senza ideali, una generazione che “esplode” tra balli superficiali, bevendo una bibita dolce.

In un epoca in cui anche l’arte diventa merce, la soluzione può essere la prostituzione dell’artista? Come si può andare avanti in un percorso artistico reinventandosi ma mantenendo una propria identità? L’analisi del testo di una canzone, tesa allo svelamento del significato recondito del brano, diventa il pretesto per una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato. E del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Dopo lo spettacolo sarà possibile incontrare la compagnia e dialogare su quanto visto. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Palchetti Laterali.

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