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Torna la suggestione del “Presepe di San Francesco” a Soleto

I frati minori del santuario “Santa Maria delle Grazie”, per il terzo anno consecutivo, realizzano l’attesa rievocazione della nascita del Bambinello nella splendida cornice dell’antico giardino conventuale

SOLETO - Spirituale, artistico, rievocativo, vivente, culturale. E tematico. Il “presepe di San Francesco” di Soleto giunge alla terza attesa edizione: ad organizzarlo e realizzarlo sono i frati minori del convento santuario “Santa Maria delle Grazie”, assieme a semplici cittadini, gruppi associativi vicini alla comunità francescana. Il presepe sotto le stelle, aperto al pubblico nei giorni più significativi del calendario natalizio, si svolge, anche quest’anno, nella splendida cornice dell’antico giardino conventuale, tra i dolci angoli del caratteristico pergolato, dell’orto e delle piante mediterranee: un contesto paesaggistico che richiama il presepe che il poverello d’Assisi realizzò a Greccio nel Natale del 1223, quando chiamò il suo amico Giovanni Velita per allestirlo in uno scenario naturale con le persone e gli animali del suo tempo.

Con la rievocazione di quanto voluto ed avvenuto in quella data, Soleto diviene idealmente come Greccio e Betlemme. Il “presepe di San Francesco” nella “capitale della Grecìa Salentina” è allietato da suggestive note atmosferiche e tradizionali: la magia del cielo pomeridiano e serale, che segna l’orologio cosmico del tramonto, del crepuscolo e della notte;  la sobrietà avvolgente del giardino e la “voce” dell’acqua proveniente dal pozzo settecentesco, che un tempo i frati adoperavano per innaffiare il giardino; le preziose statue in cartapesta, modellate dall’artista salentino Antonio Papa di Surano, discepolo del maestro Malecore di Lecce; le “pittule” fritte in loco da alcune donne vestite in abiti medievali.

La ruralità delle pietre  e della vegetazione, condurranno, quindi, i visitatori a rivivere e vivere la nascita di Gesù con i sentimenti della gente di Greccio, per omaggiare il Bambinello insieme a San Francesco, celebrare la semplicità evangelica, lodare la povertà e cantare le lodi al Signore. Quello di Soleto è il presepe francescano della partecipazione in preghiera e meditazione, come voleva il santo d’Assisi, che ideò il primo presepe vivente del mondo. Nel giardino conventuale soletano, potranno essere ammirate e contemplate le scene raffiguranti il “campo dei pastori”, l’annunzio della nascita del figlio di Dio a Betlemme, la “casa di Giovanni Velita” e il “luogo della nascita”.

presepe, II edizione-2Durante la visita al presepe, inoltre, sarà aperta la chiesa santuario di “Santa Maria delle Grazie”, all’interno della quale sono presenti interessanti opere d’arte: il presepe tradizionale con le incantevoli e pregiate statue in cartapesta del maestro Gallucci; l’affresco raffinato  ed elegante della Madonna delle Grazie e preziosissime tele, la maggior parte di esse recentemente restaurate, alcune delle quali con l’iconografia che richiama Gesù bambino ed il calendario liturgico dicembrino e natalizio ("San Pasquale Baylon" in estasi dinanzi all’ostensorio e la natività di Gesù; la particolare “Annunciazione” dipinta da anonimo artista nel XVII secolo; “Sant’Antonio di Padova” con l’apparizione del Bambinello; l’“Immacolata Concezione” dell’artista Gian Domenico Catalano; il dipinto raffigurante “Santa Lucia”); inedite e minute vetrate colorate, collocate in piccole nicchie lungo le pareti laterali, che illustrano la “Via della Natività”, la quale si conclude proprio con la raffigurazione della nascita a Greccio; il “Coro di giorno” settecentesco realizzato da fra’ Francesco Maria da Lequile; una collezione di antiche ed alte statue in cartapesta processionali e devozionali.

Il “presepe di San Francesco” del convento francescano di Soleto si svolge nei giorni 13 (ore 19.30 inaugurazione), 24 (ore 24 nascita di Gesù bambino), 25,26 e 31 dicembre 2011 e 1,5, 6 gennaio 2012 (dalle ore 16.30 alle 20.00). Nel giorno dell’Epifania, è previsto l’arrivo dei Magi ed il corteo partirà alle ore 16 da Porta San Vito per giungere nel giardino dei frati minori.

 

 

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