Lunedì, 20 Settembre 2021
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Pungente e commovente, Benigni incanta i salentini

Ieri sera lo spettacolo dell'attore toscano, presso lo stadio Via del Mare di Lecce. Scatenato sulla satira politica, profondo e coinvolgente nella recitazione di Dante. Con standing ovation finale

La locandina dello spettacolo

Pienone, ieri sera, per "Tutto Dante", lo spettacolo dell'attore toscano Roberto Benigni, che s'è tenuto presso lo stadio di "Via del Mare" di Lecce. Presenti anche diverse autorità del mondo politico ed imprenditoriale pugliese. I salentini hanno accolto con un'ovazione il "piccolo diavolo", che ha esordito parlando in dialetto leccese ed instaurando un feeling immediato con il pubblico: due indimenticabili ore di monologo, mai interrotte, neanche per bere (in realtà, solo un mezzo di bicchiere d'acqua: Benigni sfiora il sovrumano). Una nostra lettrice ha scritto un articolo. Lo pubblichiamo perché ci sembra che esprima in maniera perfetta il senso di questo spettacolo e le emozioni che ha suscitato. Nato sull'onda della leggerezza e del riso, attraverso una satira politica pungente e a tratti travolgente, s'è poi addentrato nella seconda parte nei recessi più nascosti dell'intimo umano, facendoli riemergere grazie ai versi del Divin Poeta. "Ma non applaudite me, applaudite Dante", ha invocato più volte Benigni. Noi, invece, applaudiamo entrambi.

Emilio Faivre

***

di Aurelia Muia

Se parli di Benigni, ti capiscono anche "le pietre della Tanzania" - giusto per citarlo - e se parli di Dante, anche?

Se metti un Benigni che ti racconta Dante come se ti stesse raccontando del suo migliore amico, bé, ti sembra di conoscerli entrambi "da sempre". Entri in uno stato di condivisione elettiva dove sei fiero di essere un uomo, sei fiero di essere italiano, sei fiero di credere in Dio e di poter condividere tutto questo con tante persone, lì sedute ed in attesa come te. Tante persone che ieri hanno applaudito un "piccolo uomo" che è anche "piccolo diavolo" con una standing ovation finale da far venire i brividi. Quasi per ricompensare i brividi mossi per tutte le due ore di spettacolo in cui un irrefrenabile Benigni, dalla lingua velocissima, ha fatto ridere e piangere tutti.

Ha fatto ridere del nostro presente, di una politica burlona e menefreghista, ha fatto pensare e riflettere sulla grandezza del popolo italiano, che ha dato tanto al mondo, eppure oggi vive una fase di sonnolenza o, per riprendere il sommo poeta, una fase di "ignavia", una fase in cui il popolo italiano non "vive" ma si lascia vivere, un declino in cui l'augurio è che avvenga presto un "novo rinascimento".

Parla di Amore, Benigni in compagnia di Dante, quell'Amore che è l'unico obiettivo della nostra vita. Un "Amore Passionale", un "Amore Fedele", un "Amore Speranzoso" e ricco di "Amicizia". Parla Benigni, di quella che dovrebbe essere la vita, di come il mistero divino in noi, di come quella nostra somiglianza con Dio, oggi, sia quasi negata, quasi dimenticata.

E il pubblico applaude e ride, ed io mi chiedo, con mio figlio che mi dorme addosso, quanti abbiano colto quel messaggio, quante delle persone sedute in prima fila o sull'ultima gradinata, abbiano compreso cosa ci dice quell'uomo scatenato dal suo talento. Quanti di loro, ed io insieme a loro, oggi sono "ignavi" o peccatori della peggior specie? Quanti tra noi sono "guidati" da falsi desideri? Quanti vedono l'immenso talento nascosto in ognuno?


Mi sento tanto Paolo, che ascoltando un Benigni-Francesca, piange? piange per la miseria di un mondo, ma ne piange anche la sua grandezza? E mi sento condannata ad amarlo e d amare l'essere umano nella sua completa imperfezione. E quell'amore, cantato da Dante e decantato da Benigni, alla fine colpisce, alla fine scuote tutto il pubblico, nell'ultimo narrare di un uomo che interpreta un altro uomo. Un uomo che ha deciso di rappresentare non un'opera straordinaria, ma lo straordinario viaggio dell'uomo dentro se stesso. Una scommessa quella di Benigni, pienamente vinta, come quella di Dante all'epoca, anch'essa pienamente vinta. Di una serata così restano tante emozioni. Amor, ch'a nullo amato, amar perdona.

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