L'evento

“Qui se mai verrai. Il Salento dei poeti”: a Lecce la seconda edizione

Torna la rassegna di Poesia e musica al Conservatorio Sant’Anna: tutti i giovedì dal 6 luglio al 28 settembre, dalle ore 20.30 con ingresso libero

LECCE - Oggi più che mai è necessario stare con e nella poesia per allenare lo sguardo e l’ascolto, per affinarlo al Tempo nel “Presente” e avere, sempre viva, la “Memoria del Passato”. Un esercizio necessario per comprendere come il far versi trova, oggi, la sua necessaria declinazione.

L’Associazione Culturale Fondo Verri da sempre ha titolato la sua vocazione alla poesia, un impegno che si rinnova con la seconda edizione di “Qui se mai verrai. Il Salento dei poeti” che avrà avvio, giovedì 6 luglio 2023, dalle 20.30, all’ombra della grande magnolia nel giardino del Conservatorio Sant’Anna, a Lecce, nell’ambito delle iniziative di spettacolo dell’Amministrazione Comunale di Lecce per l’estate leccese.

L’edizione 2023 di “Qui se mai verrai… Il Salento dei Poeti”, è dedicata alla contemporaneità della ricerca poetica nel Salento e in Puglia, propone momenti di riflessioni e di ascolto, per una festa di versi e di suoni, con che si apre, giovedì 6 luglio 2023, dalle 20.30, con la voce di Vittorino Curci accompagnato dal sassofono di Gianni Console. “Cadenze per la fine del tempo” il titolo della raccolta edita da Musicaos nel 2023, che farà da spartito alla serata.

Si legge in una nota critica che accompagna la silloge di Vittorino Curci: «Per il poeta questo non è più il tempo di scrivere a salve. Dalla sua mano deve uscire una scrittura di fuoco contro questo nostro tempo che sta finendo. Vittorino Curci in “Cadenze per la fine del tempo” sceglie la strada di una radicalità pensosa e con il sangue freddo scrive la sua poesia, osando un azzardo esistenziale che smaschera ogni tipo di finzione, uccide ipocrisia e menzogna. Le cose non vanno bene e il poeta non tace. La parola come un colpo in canna è pronta a colpire il bersaglio. Davanti abbiamo il muro con il suo nero assoluto. Curci, come Emil Cioran, riflette sulla caduta nel tempo della nostra poco umana specie. Ci conduce nel circo dell’inquietudine dove ci disperiamo nella speranza di uscirne vivi. Il poeta prende in mano la situazione e accende fuochi con l’intenzione di appiccare incendi. (…) “Cadenze per la fine del tempo” è il libro di un poeta dinamitardo che fa sua la lezione scettica di Cioran e come lui è convinto che per vivere, per poter anche respirare, dobbiamo fare lo sforzo insensato di credere che il mondo o i nostri concetti racchiudano un fondo di verità».

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