Venerdì, 18 Giugno 2021
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Parole e tamburi online: lo spettacolo in occasione della Giornata mondiale Rom

Claudio Cavallo Giagnotti, leader del gruppo musicale Mascarimirì e Astragali Teatro propongono un evento per giovedì 8 aprile: canti, tradizioni e narrazioni della cultura Sinti

Claudio Cavallo e Fabio Tolledi.

LECCE – Si intitola “Ròma – suoni, parole, tamburi della cultura Rom” lo spettacolo a cura di Astragali Teatro e Claudio Cavallo Giagnotti, leader dei Mascarimirì, con la partecipazione di Mauro Tre e Veko Alimovic. L’evento sarà trasmesso giovedì 8 aprile, a partire dalle 19, su Facebook e Youtube, in occasione della Giornata mondiale dei Rom.  Lo spettacolo-concerto sui canti e sulle narrazioni della cultura Rom sarà incentrato sulle parole, suoni e visioni di una tradizione e di una lingua sconosciute, spesso intrise di pregiudizi e ostilità.

In Ròma le musiche dei Mascarimirì si intrecciano al tessuto di parole curato da Fabio Tolledi e alle video-proiezioni di immagini inedite, frutto di una ricerca condotta tra le famiglie Rom del Salento. Lo spettacolo è infatti il frutto della collaborazione tra Astràgali Teatro, compagnia teatrale pugliese impegnata da anni in un lavoro di ricognizione e ricerca delle culture mediterranee e del vicino oriente, e lo storico gruppo musicale salentino guidato da Claudio ‘Cavallo’ Giagnotti, musicista di origini Rom che ha fatto della ‘tradinnovazione’ la la sua ricerca musicale. Alle origini di Ròma vi è il lavoro di scavo condotto da Cavallo sulle origini e sulla storia della sua famiglia, divenuto ben presto un percorso di riscoperta delle radici sociali, economiche, culturali e artistiche delle famiglie Rom.

 “Dal 2008 fino a oggi abbiamo raccolto immagini, video, emozioni, racconti di persone straordinarie che hanno fatto la storia senza essere menzionati nella storia”, sottolinea il musicista. “Sono rimasti nell’ombra senza rivelarsi perché le loro origini sono Rom. Abbiamo raccolto queste persone, le loro storie, la loro energia all’interno di uno Stato immaginario che abbiamo chiamato Gitanistan, dove sono caduti i luoghi comuni, dove la verità ha rotto le bolle di sapone che avevamo davanti agli occhi. Da lì è cambiata la nostra percezione della realtà”, prosegue. «Negli anni abbiamo aperto i confini dello Stato immaginario di Gitanistan con un progetto ideato insieme a Pierluigi De Donno e prodotto da Arra Produzioni Mediterranee che dal 2015 è diventato anche un festival di cultura Rom/Salentina dove cibo, musica e soprattutto riflessioni si incontrato per continuare un percosso nato naturalmente”.

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