Appuntamento speciale all’Open Space: è di scena la “particella di Dio”

Per la rassegna "Scienza in centro", mercoledì alle 18 è in programma un incontro con Andrea Ventura, ricercatore presso l'Università del Salento. Si parlerà del bosone di Higgs, scoperto nel 2012 presso il "Large Hadron Collider" del Cern di Ginevra

L'acceleratore di particelle al Cern di Ginevra (@TM News/Infophoto)

LECCE – La complessità dell’universo risiede nella semplicità delle particelle che lo compongono. Eppure, comprenderne le interazioni, l’origine e le potenziali applicazioni è affare di pochi. Per capirne qualcosa di più il Laboratorio nazionale di Nanotecnologie dell’istituto di Nanoscienze del Centro nazionale delle ricerche ha organizzato, in collaborazione con l’assessorato all’Innovazione tecnologica del Comune di Lecce, una serie di incontri divulgativi: l’obiettivo è di fare del sapere scientifico un patrimonio di conoscenza a portata di tutti.

La rassegna si chiama “Scienza in centro” e non è infatti un caso che l’incontro in programma domani, alle 18, si terrà presso l’Open Space di Palazzo Carafa. Andrea Ventura, ricercatore di Fisica sperimentale della interazioni fondamentali all’Università del Salento – autore, in collaborazione, di oltre 400 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali – condurrà i partecipanti attraverso i sentieri della conoscenza che portano al bosone di Higgs, considerata la madre di tutte le particelle.

Cercata senza successo per quasi mezzo secolo, inseguita invano da generazioni di fisici teorici e sperimentali di tutto il mondo, la particella elementare più importante tra tutte, meglio nota come è stata finalmente scoperta nel 2012 presso il “Large Hadron Collider” del Cern di Ginevra, il più grande e potente acceleratore di particelle che sia mai stato costruito dall’uomo. Il bosone di Higgs prende il nome dallo scienziato scozzese il quale, per la sua teorizzazione, assieme al belga Englert, è stato insignito lo scorso ottobre con il premio Nobel per la Fisica.

Questa particella, così sfuggente alla rivelazione sperimentale, ha un ruolo centrale nell'ambito del cosiddetto “Modello Standard”, la teoria delle interazioni fondamentali universalmente accettata dalla comunità scientifica internazionale: essa è infatti responsabile del meccanismo di attribuzione della massa di tutte le altre particelle. Dalla sua scoperta potrebbe dipendere la fisica del futuro e per la sua importanza è stata anche denominata la “particella di Dio”.

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Ad introdurre brevemente nel vivo del racconto, Ross Rinaldi, docente presso l’Università del Salento, leader del gruppo Nanobiotech presso l’Istituto Nanoscienze del Cnr) e Alessandro Delli Noci, assessore all'Innovazione tecnologica e alle Politiche comunitarie del Comune di Lecce. Il progetto è ideato e curato da Gabriella Zammillo, tecnologo presso l’Istituto Nanoscienze del Cnr.

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