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Smau Milano 2015: grande successo del progetto Be&save della salentina Sal.gel.

Si è conclusa venerdi 23 ottobre nel capoluogo lombardo, la tre giorni dedicata all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana alla fiera dello Smau

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

L’azienda alimentare continua a contribuire allo sviluppo economico e tecnologico del territorio, attraverso innovazione e sostenibilità.

Si è conclusa venerdi 23 ottobre nel capoluogo lombardo, la tre giorni dedicata all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana alla fiera dello Smau. Un grandissimo successo con oltre 450 aziende, 300 workshop, 40 speed pitching, 300 startup e 70 investitori da tutto il mondo pronti a puntare sulla tecnologia e sul potenziale delle aziende italiane.

Tra i progetti presentati alla fiera internazionale di Milano, troviamo l’azienda alimentare salentina Salgel s.r.l, che opera da trent’anni nel settore agroalimentare, considerata un solido pilastro nell’ economia del territorio. Solo qualche anno fa la partecipazione e il riconoscimento al bando del Ministero dell’Istruzione dell'Università e della ricerca “BE & SAVE”, acronimo del titolo “Tecnologie e modelli operativi per la gestione sostenibile della filiera alimentare attraverso la valorizzazione degli scarti Biologici della produzione a scopi Energetici, la riduzione degli Sprechi Alimentari del sistema distributivo e dei consumatori e il trattamento e la Valorizzazione della frazione Edibile del rifiuto solido urbano”, che ha dato il via libera ai lavori di ricerca, instaurando importanti sinergie con il MIUR, OMNIA Energia S.P.A., ENEA, TSEM Research SRL ed Università degli Studi "Magna Græcia" di Catanzaro.

L’obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare tecnologie e modelli operativi per la gestione integrata di aziende agricole e agro-industriali del Salento, al fine di migliorare ed accrescere il grado di competitività e di produttività dell'impresa, trasformando gli scarti biologici della produzione nel settore agro-alimentare in risorsa energetica. Un tassello fondamentale nell’innovazione tecnologica è dovuto alla possibilità di creare energia da rifiuti organici come la sansa ed il siero del latte, materiali provenienti rispettivamente da frantoi e caseifici della Puglia, ad altissimo contenuto energetico ma finora difficilmente smaltibili in maniera eco sostenibile. Molto positive le ripercussioni sul territorio, sia in termini ambientali, con la riduzione del livello di C02 e la riduzione degli scarti organici da smaltire, che economiche, come la minimizzazione dei costi della logistica per la raccolta dei rifiuti agroindustriali, la produzione di energia elettrica e termica con la destinazione alla pubblica amministrazione dell’eccesso di energia prodotto.

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