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“Angeli Scalzi: una luce che scivola nel buio” di Rosaria Ricchiuto

In giro da sabato fino al 21 dicembre, in quattro comuni salentini, lo spettacolo nato dalle riflessioni su Alda Merini: un progetto che unisce la forma dell’arte teatrale ad uno spaccato della società ancora di forte attualità

L'attrice e regista Rosaria Ricchiuto

SPECCHIA - La Compagnia Teatro Solatia di Specchia, diretta da Rosaria Ricchiuto, e la società Sorgente Srl, nell’ambito di un progetto di Teatro terapia, presentano lo spettacolo teatrale “Angeli Scalzi: una luce che scivola nel buio” che sarà portato in scena sabato 17 dicembre, alle ore 18.30 a Racale, nella sala San Sebastiano presso il municipio, domenica 18, alle ore 18.30 a Presicce, nella sala del Trono del Palazzo ducale in Piazza del popolo, martedì 20, alle ore 19.30, ad Ugento, nel Nuovo museo archeologico in Via Roma, mercoledì 21, alle ore 18.30, a Taviano, presso l’auditorium comunale delle scuole medie. L’ingresso è gratuito.

L’appuntamento gode del patrocinio della Provincia di Lecce e dei Comuni di Presicce, Racale, Taviano ed Ugento. Mediapartner Telerama. Lo spettacolo, scritto da Rosaria Ricchiuto, nasce da una riflessione su Alda Merini fatta a più voci con una ventina di ospiti delle comunità terapeutico riabilitative per disabili psichici ed intellettivi gestite da Sorgente Srl. Di questo gruppo, ben dieci soggetti disabili saranno in scena accanto a tre operatrici delle comunità, selezionate per la loro predisposizione al teatro e a quattro attrici della compagnia Teatro Solatia oltre, alla stessa regista. Uno spettacolo corale che vede ben 18 tra attori e comparse interpretare un messaggio di speranza per chi viene rinchiuso perché ritenuto pazzo, quando invece, come diceva Alda Merini, forse, “i veri pazzi sono fuori”.

La regista Rosaria Ricchiuto cuce il suo testo con gli scritti di Alda Merini e di altri scrittori famosi e con gli scritti autentici degli stessi disabili che partecipano al progetto legandoli a musiche e canzoni molto significative realizzando uno spettacolo di teatro sperimentale veramente moto originale pur restando nell’alveo del buon gusto e del politicamente corretto. Con “Angeli Scalzi: una luce che scivola bel buio”, senza distruggere l’esistente e senza demonizzare gli attuali sistemi di cura si riflette sulle patologie psichiatriche e sulle vecchie strutture, ormai per fortuna chiuse dalla legge Basaglia (180/1978) affrontando un tema che costituisce un problema sociale di cui anche oggi si parla davvero poco.

Le ex strutture, cosiddette di cura, erano spesso dei veri lager dove tanti poveri cristi venivano, anche a sproposito, rinchiusi per decenni e frequentemente tenuti in condizioni disumane e inenarrabili di abbandono e maltrattamento. Già vittime innocenti della loro stessa patologia, gli ammalati venivano spesso sottoposti a delle “cure” che oltrepassavano il confine della tortura. Ma anche oggi, a strutture chiuse, il problema della malattia resta un grave problema sociale che per una forma di disagio o addirittura di vergogna di chi la vive direttamente e per una specie di tabù creato dalla società, nessuno vuole affrontare alla luce del sole. Il problema dunque esiste ed è quindi giusto e, anzi, doveroso parlarne. Nel suo piccolo, Rosaria Ricchiuto ha tentato di farlo, a modo suo.

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