Venerdì, 18 Giugno 2021
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Sul Lungomare, un Salento raccontato dietro ai fornelli

Successo per la doppia serata con Donpasta, ad Otranto, con il suo "United Food of Salento": nel racconto, spazio al binomio cucina-tradizione, accompagnato dalle musiche dal vivo di un gruppo jazz

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OTRANTO - C'è sempre qualcosa di magico nel ritorno a casa. Deve averlo capito da subito, Daniele De Michele, alias Donpasta, quando ha visto il palco del suo "United Food of Salento", spettacolo prodotto dall'associazione Art'Etica, sul Lungomare di Otranto. E, nonostante qualche problema tecnico nella prima serata, quella magia è stata trasmessa anche al pubblico, ammaliato dal suo show a base di monologhi e cucina. Con l'aggiunta di un olio, che, in questo caso non solo toglie via i problemi, ma arricchisce il sapore, ossia la musica suonata dal vivo da quel gruppo che accompagna Donpasta in scena.

Qualcuno lo aveva scritto che le performance del dj "gastrofilosofo" fossero "sinfonie che coinvolgono tutti i sensi". In realtà, Donpasta va oltre, racconta la sua terra, attraverso gli alimenti che compongono il campionario della cucina salentina, pescando nel ricordo della tradizione contadina e spolverando aneddoti e storie, che diventano tutt'uno con le ricette, realizzate sul tavolo da chef musicale.

In questo quadro d'autore, trovano spazio i tanti volti del Salento, quello di Polifemo, espressione di un caporalato che porta avanti ancora il suo regime di ingiustizia, quello di Idrusa, la donna tarantata e da evitare, quello di Ulisse, l'uomo tornato in libertà, che ha il coraggio di ribellarsi e di scagliare addosso al suo oppressore un cocomero. Ci sono i racconti legati al valore della socializzazione a tavolo e gustosi monologhi sulla preparazione di cibi succulenti, ma in qualche caso, dagli effetti psichedelici, come la parmigiana di rito, il 15 agosto, o come le "polpette antirazziste".


C'è poi la musica che arricchisce della propria dimensione ciò che è l'effetto narrativo ed olfattivo dello spettacolo: Raffaele Casarano, Marco Bardoscia, Benjamin Sauzerau e Vito De Lorenzi regalano combinazioni intense, che rileggono e rivestono ciò che è popolare sotto una chiave jazz. La voce gitana di Claudio Cavallo Giagnotti, la grazia di quella di Alessia Tondo, la partecipazione di Alessio Amato e l'omaggio ai due cantori della musica popolare salentina, Uccio Aloisi e Pino Zimba, scomparsi recentemente, decorano una rappresentazione, che è promozione artistica, vissuta di un Salento da scoprire. Non ci sono davvero problemi che reggano, quando il messaggio è chiaro e diretto. E quando il problema si profila, come suggerisce Donpasta stesso, raccogliendo i consigli della nonna, "aggiungi olio".

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