Imparare a narrare i territori, prende il via la terza edizione di "Summer school"

A partire da domenica, fino al 14 settembre, si terrà una serie di incontri nell’ambito del terzo appuntamento promosso dal Dipartimento di Storia dell’Università del Salento. Un corso di formazione e un laboratorio aperto a tutti colore che si occupano di interventi sociali e pratiche educative

Un paesaggio tipico salentino

CARPIGNANO SALENTINO – Meno 24 ore. Si terrà dal 7 al 14 settembre la terza edizione della “Summer School di arti performative e community care”. E’ destinata a tutti coloro che si occupano di intervento sociale e pratiche socio educative come, ad esempio, pedagogisti, operatori sociali, animatori, assistenti sociali, educatori professionali, docenti, attori e  musicisti. Nata per iniziativa del Dipartimento di Storia, società e studi sull'uomo dell'Università del Salento, con la collaborazione della Rete italiana di cultura popolare e di altri soggetti pubblici e privati, la Scuola focalizza l’attenzione su un tema sociale.

Per l’edizione 2014, si è scelto come “filo rosso”  il tema  “I territori sono narrazioni”, si tenterà di raccontare il patrimonio materiale  immateriale di alcuni luoghi significativi del Salento, attraverso il Laboratorio Memoria. Sarà, infatti, sperimentato un nuovo metodo di ricerca-intervento, elaborato nell'ambito della cattedra di Pedagogia sperimentale dell’ateneo leccese e non ancora applicato sul campo. Direttore scientifico dell’iniziativa è Salvatore Colazzo, preside della facoltà di Scienze della formazione, scienze politiche. Sarà affiancato dal Antonio Damasco, regista di origini napoletane, che vive ed opera a Torino, dove dirige il Teatro delle Forme e coordina la Rete Italiana di Cultura Popolare, e da  Ada Manfreda, dottore di ricerca in Scienze delle mente e delle relazioni umane.

Si comincia il giorno 7, nel comune di  Carpignano Salentino, luogo significativo del teatro sociale, essendo nato qui, nel 1974, il costrutto di “baratto sociale” ad opera di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret. Il primo giorno ci sarà un briefing che consentirà di illustrare il dispositivo agli allievi, di formare i gruppi e di affidare loro le consegne. Si prosegue con delle "incursioni" nei territori di Ortelle, Vignacastrisi, Martignano e Martano finalizzate ad un'esplorazione del patrimonio materiale e immateriale dei luoghi attraverso fonti, compresi i testimoni delle comunità incontrate. Perchè i beni del passato non siano una mera oggettività pietrificata, consegnata unicamente alla narrazione specialistica degli storici, degli archeologi, dei professionisti insomma della memoria, è necessario illuminarli della vita delle persone, contestualizzandone il senso.  I partecipanti lavoreranno in tre distinti gruppi, ciascuno dei quali dovrà esplorare il territorio e narrarlo privilegiando rispettivamente:  vista,  udito e tatto,  odore e gusto.

Alla fine ogni gruppo produrrà una performance intermediale, che verrà restituita alla comunità ospitante. Il messaggio, che si vuole lasciarle con queste azioni, è: una comunità che impari a narrarsi, è una comunità che, negli scenari odierni, si dà delle possibilità di sviluppo locale, fondato sulla valorizzazione dei suoi beni materiali e immateriali.  Una tavola rotonda tra esperti, con la partecipazione anche degli amministratori delle comunità interessate dalle "incursioni" della Scuola, che si terrà in Carpignano Salentino, l’ultimo giorno della Summer, consentirà di approfondire da un punto di vista teorico il tema di questa  edizione.

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