rotate-mobile
Per tre giorni / Caprarica di Lecce

A Caprarica di Lecce tre giorni a tavola col tartufo salentino

Nei primi tre giorni di marzo appuntamento con i piatti a base di questo speciale prodotto

CAPRARICA DI LECCE - Nei ristoranti dell'unica Città del Tartufo di Puglia si proporranno speciali e gustose ricette con un prodotto di eccellenza del “Salento di mezzo” per rendere onore alle numerose proprietà organolettiche del tartufo salentino che nulla ha da invidiare a quelli più conosciuti e valorizzati di altre località d’Italia.

In passato, ossia prima della pressoché totale distruzione delle foreste primigenie che ricoprivano ampissimi tratti del Salento, i tartufi – afferma l’esperto di tipicità pugliesi Massimo Vaglio – dovevano essere un prodotto molto abbondante, apprezzato e fatto oggetto di regolare raccolta. Questa supposizione scaturisce dal fatto che i tartufi sono ben presenti nel Cuoco Galante, Napoli 1778, pregevole ricettario del salentino Vincenzo Corrado, ove compaiono come ingrediente di numerosi piatti, di salse e persino in arditi accostamenti con il pesce. La raccolta, con molta probabilità, com’era in uso a quel tempo, veniva effettuata nelle leccete dai guardiani di maiali che, nei periodi canonici, seguivano a vista i maiali che appena annusavano la presenza dei ghiotti tuberi, tentavano di scavarli con il coriaceo grugno.”

Tanti i piatti che gli chef di Oltregusto, Il Vizio del Barone, Masseria Stali, Masseria Chiusura di Sotto e Masseria Li Curti hanno proposto in questi ultimi due anni, da quando tutti assieme hanno avviato questa ‘riscoperta'. Nel primo weekend di marzo sarà protagonista il tartufo bianchetto invernale che si forma sotto le querce e quindi i lecci (varietà della quercia stessa). I locali del territorio i prepareranno piatti e menu per rendere onore al gusto ed alle numerose proprietà organolettiche del tartufo salentino. Ma anche aperitivi al caffè greco o gustose novità nella rosticceria da Zia Lulu’ in Piazza Vittoria.

Il tartufo – anche quello salentino – ha effetti fortemente antiossidanti ed elasticizzanti dei tessuti. È un’ottima fonte di magnesio e calcio, con un basso contenuto di grassi ed un altissimo contenuto proteico, molto più alto di quello della carne, visto il suo basso livello di acqua, e parliamo di proteine nobili, di ottima qualità.

Valorizzare per creare nuova economia. Caprarica di Lecce è stata riconosciuta dall’Associazione Nazionale Città Tartufo e vanta la presenza di cavatori professionisti riconosciuti dalla Regione Puglia, tanto da essere inserita nella Guida delle Città del Tartufo d’Italia pubblicata in occasione del riconoscimento del valore di Patrimonio Unesco alla cavatura del tartufo.

Il tartufo salentino per il sindaco Paolo Greco può essere un’altra eccellenza da impiegare per “creare opportunità per il territorio”. Il Comune, tra i più impegnati nel Salento nella rigenerazione del territorio, vede in questo elemento della natura una opportunità per ridare valore alle proprietà fondiarie che non potranno essere ri-olivetate e che potranno soltanto ritornare ad essere boschive. Gastronomia, territorio, riscoperta delle tradizioni e originalità: elementi per guardare al futuro per il Salento!

La Puglia ha una straordinaria vocazione naturale alla tartuficoltura”, conferma Giuliano Borgia, vicepresidente dell’ARPT Associazione Regionale Pugliese Tartufo. “Occorre, però, che quella dei tartufi sia considerata una coltura vera e propria, regolata e promossa con normative e misure regionali specifiche, non solo qualcosa che ha a che fare col rimboschimento”.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Caprarica di Lecce tre giorni a tavola col tartufo salentino

LeccePrima è in caricamento