César Brie e una performance site specific al Museo Castromediano

Al via il secondo week-end de IL TEATRO DEI LUOGHI FEST 2020 & Fineterra, un progetto del Teatro Koreja realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, Unione Europea, Regione Puglia - Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, PiiiL Cultura, Comune di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese. Cultural Partner:  Provincia di Lecce Polo Biblio Museale di Lecce.

 

Giovedì 30 luglio alle ore 21.00 il Teatro dei Luoghi si sposta al Museo Castromediano dove incrocia il progetto Dalla Prospettiva del Mare che, grazie all'arte disegna nuovi scenari di integrazione e nuove pratiche di comunità. L’acqua, metafora di vita, ma anche di movimento, genera nuove connessioni tra passato e presente. Il mare è il tema che unirà teatro, didattica e arte contemporanea: durante la serata sarà presentato il paesaggio marino ispirato al fondale di Porto Badisco, parte integrante della collezione archeologica del Museo.

 

La XIV edizione del Teatro dei Luoghi è caratterizzata da un ciclo di 4 INCONTRI dal titolo I luoghi dell’Innesto: innestare vocaboli conosciuti e dare loro un significato forse diverso, figlio della post - modernità e allo stesso tempo radicato nel sapere, nello studio.

Distanza, parole, tempo, corpo sono i quattro termini scelti rispettivamente dalla scrittrice e traduttrice Claudia Durastanti (31 luglio), dal direttore generale dell’Enciclopedia Treccani Massimo Bray (2 agosto), dalla scienziata Luisa Torsi (1 agosto) e dall’attore e regista Cesar Brie (30 luglio). Quattro tra i più importanti intellettuali contemporanei proveranno a definire una strada tracciando un percorso ragionato e districandosi nei luoghi dell’innesto. Un’interrogazione al presente alla ricerca di nuove coordinate. Qual è la giusta distanza? Quali parole sono ancora necessarie? Quanto tempo serve? Come parla il corpo? A tenere le fila, la giornalista e sceneggiatrice Antonella Gaeta con Giulia Maria Falzea del Teatro Koreja. E come con le piante, inventare una nuova forma e coltivare la pazienza dell’ascolto

 

Atteso primo appuntamento, dunque, con CÉSAR BRIE attore, regista teatrale e drammaturgo argentino. Brie nasce a Buenos Aires e arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Baires, gruppo teatrale di cui è cofondatore, recitando in più produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca. Lavora insieme a Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e poi nel Odin Teatret (Danimarca) nelle vesti di autore, regista e attore. Nel 1991, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes. Firma la regia di Dovevamo Vincere, primo spettacolo di Koreja.

La parola di questo primo incontro è CORPO s. m. [lat. cŏrpus «corpo, complesso, organismo»]. – Termine generico con cui si indica qualsiasi porzione limitata di materia. Più propriamente in fisica, insieme discontinuo di elementi di materia (corpuscoli o particelle) a cui si attribuiscono le proprietà di estensione, divisibilità, impenetrabilità, e cioè le proprietà macroscopiche della materia. Come parla il corpo?

 

Alle ore 20.00 Koreja presenta PAESAGGI DI MARE tratto dai testi di Predrag Matvejević, Claudio Magris, Joseph Conrad, Giacomo Scotti.

Ci sono più navi che giacciono in fondo al mare di quante non vi navighino sopra. Ci sono grandi e piccoli mari. Ci sono mari nei mari. È una traversata per mare, un mare antico e futuro, un mare dove i pesci hanno voce e gli occhi si annacquano di parole. Sono storie di naufragi e di approdi felici: una performance site specific al Museo Castromediano di Lecce che inventa un acquario per portare alla luce la storia che scorre nelle vene dei popoli viaggianti; vene fatte di acqua salata e di piccole memorie che ancora riecheggiano alle orecchie di chi sa ascoltare. Storie che prendono corpo e voce di donne: sono sirene e sante, guide dei naviganti, madri e mogli a cui tornare, sono voci finite nei flutti e quelle che annodano i venti. Sono Paesaggi di mare, il luogo che, più di ogni altro, ci appartiene e ci porta lontano.

 

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