"Due passi sono": in scena al teatro Koreja

  • Dove
    Teatro Koreja
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 11/02/2017 al 11/02/2017
    20.45
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Prosegue con un atteso appuntamento, STRADE MAESTRE 2016-2017, la stagione teatrale promossa da Koreja e realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Puglia, e con il contributo del Comune di Lecce.                                                  

Sabato 11 febbraio alle ore 20.45 sul palcoscenico di Koreja arriva la poesia e l’ironia di DUE PASSI SONO (2011) lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, che sancisce ufficialmente il connubio teatrale della coppia. In un rapporto di apparente normalità, un uomo e una donna, nel cicaleccio ossessivo di un linguaggio a due, elaborano una lingua tra Sicilia e Calabria in cui va a consolidarsi l’insostenibile malattia dei rapporti. Dialoghi serrati, pause e battute a ripetizione, in un vorticare che “guarda al teatro dell’assurdo attenendosi al realismo paradossale”.

Lo spettacolo è vincitore del Premio Scenario per Ustica 2011, Premio In-Box 2012, e del Premio Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro 2013 oltre ad essere finalista al Premio Museo Cervi 2012 e al Premio Le Voci dell’Anima 2013.

Due esseri umani, un uomo e una donna, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” - nonostante le gambe molli - aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia.

[…] Vogliamo, tra le righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate, paure di questo percorso di conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in ogni cuore […] Carullo-Minasi. 

Spettacolo vincitore Premio Scenario per Ustica 2011, per l’impegno civile laddove la quotidianità ha preso le sembianze della patologia, due piccoli giganti combattono una dolce e buffa battaglia per imparare a non fuggire dalla vita, usando le armi della poesia e dell’autoironia. Ma la struggente consapevolezza del limite, anzichè spegnere desideri e speranze, diventa per loro il grimaldello con cui forzare la porta del futuro. Libertà è uscire dalla gabbia dorata di bugie protettive che impediscono di spiccare il volo a un’intera generazione. Due passi sono per varcare quella soglia: si chiamano amore e dignità, guadagnati sul campo da un Romeo e Giulietta in miniatura, che non hanno paura di dormire per finta e sognare per davvero quella vita a lieto fine di chi, suo malgrado, ha assaggiato la morte (Motivazione della Giuria).

Spettacolo vincitore Premio In-Box 2012, per la circuitazione del nuovo teatro. Per la capacità di affrontare il tema della ricerca della felicità con un linguaggio al tempo stesso personale e universale, contemporaneo e popolare, in cui s’intrecciano fragilità e cinismo, determinazione, ironia e autoironia, disillusione e sogno, desiderio e commozione. Per la grazia surreale dei due interpreti, che anima la drammaturgia e la messa in scena con essenzialità e una mimica che a tratti lambisce la coreografia; per aver immaginato un

luogo i cui limiti angusti sono costruiti solo per essere superati, mostrando la bellezza di ogni fuori (Motivazionedella Giuria).

Spettacolo Vincitore Premio Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro 2013. La Giuria Internazionale presieduta da Livia Pomodoro, composta da Eugenio Barba, Lev Dodin, Frédéric Flamand, Jonathan Mills, LLuis Pasqual e Luca Ronconi assegna il terzo premio alla Compagnia Carullo-Minasi (unica compagnia italiana tra le premiate).

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