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Lunedì, 27 Giugno 2022
Teatro

Prosegue la rassegna "Teatri al sud" di Astràgali: in scena due "affreschi" sulle donne

Lo spettacolo "Fimmene!" si terrà oggi (19 maggio), mentre "Femminile singolare - Narrative di corpi queer" domani (20). Entrambi presso l'Astràgali Teatro a Lecce

LECCE - Prosegue la rassegna "Teatri a Sud", promossa dalla compagnia salentina Astràgali con il sostegno del Ministero della Cultura, presso l'omonimo Astràgali Teatro in via Giuseppe Candido

Fimmene!

Giovedì 19 maggio spazio a Fimmene! - spettacolo prodotto da Astràgali e firmato da Fabio Tolledi e dalla cantante, ricercatrice e musicista Anna Cinzia Villani - con in scena le attrici Roberta Quarta e Simonetta Rotundo.

Canti di lavoro e d’amore, canti di nostalgia, canti di lotta e desiderio. Da qui nascono i testi poetici scritti da Fabio Tolledi, che si intrecciano sonoramente alle melodie che parlano di antichi gesti, della voce che forte trascorre sulla terra e va verso il cielo, verso il mare. Canti polivocali - per più voci e per diversi modi di intonarli - che portano con sè racconti, aneddoti, ricette di cucina, visioni di un mondo certamente più umano. Un affresco su come le donne vengono raccontate dai canti della tradizione, e su come  rappresentino  se stesse attraverso "la voce musicata". Inizio ore 20:30, ingresso 5 euro. 

Venerdì 20 maggio, invece, l'appuntamento è con "Femminile singolare - Narrative di corpi queer" uno spettacolo del collettivo “Queer Market Show” di e con Venganza, Daimon Viola, Andromeda Unchained, Billie Kill, Am-En, e Aleister Victoria. E' prevista - inoltre - la partecipazione speciale del duo La Malasorte. Ciò che gli occhi vedono non è mai reale, ma interpretazione di simboli e forme secondo le strutture apprese. La stessa dinamica è intrinseca del racconto, fortemente influenzato da chi la storia la sta raccontando. In una pratica consapevole dell'interazione tra il reale e la sua assenza “Femminile Singolare” porta in scena le storie dei corpi che abitano lo spazio teatrale, attraversando archi temporali e spaziali. Il risultato è una narrazione emotiva, libera dai costrutti di logica: perché non c’è logica nello scoprirsi, tanto meno nell’amarsi. La Queerness è sfondo e protagonista, è cardine di comprensione per lo spettatore, è riappropriazione rivoluzionaria del linguaggio, è libertà anarchica e inclusiva. Tutto quello che i corpi in scena rappresentano sono visioni e speranze di esseri umani corporei, sono idealizzazioni concrete di un percepirsi a volte doloroso, sono respiri di liberazione di un amarsi quotidiano. Cosa resta allora di ciò che vediamo? Solo corpi, storie, prospettive. Inizio ore 20:30 con ingresso libero. 

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