Stagione teatrale del Comune, nove spettacoli d'autore e improvvisazione

Sarà “L’onorevole”, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia, ad aprire mercoledì 11 febbraio, alle ore 21, al “Paisiello”, la stagione teatrale 2015 del Comune di Lecce, organizzata in collaborazione con il Teatro pubblico pugliese. Tre saranno le sezioni a corredare la proposta

LECCE - Sarà “L’onorevole”, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia, ad aprire mercoledì 11 febbraio, alle ore 21, al “Paisiello”, la stagione teatrale 2015 del Comune di Lecce, organizzata in collaborazione con il Teatro pubblico pugliese.

Tre saranno le sezioni a corredare la proposta. Ci sarà la grande area dedicata alla prosa, con nove spettacoli, tra cui spiccano Emma Dante (Premo Ubu, in stagione in Puglia solo a Lecce e Bari), il ritorno di Dignità autonome per il terzo anno consecutivo, e quello di Mario Perrotta, premio Ubu 2013 per “Un bès”, in questo caso a Lecce con il secondo movimento del progetto su Ligabue (Pitùr).

E poi, la rassegna d’improvvisazione teatrale Improvviva, giunta al quinto anno, a cura di Improvvisart, e la riproposta di Teatro a 99 centesimi.

Si comincia, dunque la prossima settimana, con un testo di Leonardo Sciascia, “L’onorevole”, che, con intrigante ironia, racconta come l’ascesa politica di un onesto professore di lettere possa diventare un’ineluttabile ma pacifica, perfino brillante, caduta morale. Al professor Frangipane viene proposto di candidarsi alle elezioni politiche per la sua rettitudine e, dopo una lunga titubanza egli accetta.

Da lì l’inizio di una carriera politica inarrestabile, che lo porta a conquistare un potere sempre più autorevole, a muoversi tra agi e lusso, ma anche a scendere a compromessi sempre più miseri e a stringere loschi accordi con personaggi malavitosi. Il testo dello scrittore siciliano, adattato e diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, anche in scena, in compagnia di Laura Marinoni.

Si prosegue venerdì 27 febbraio con “L’ho fatto per il mio paese” per la regia di Daniele Sala con Lucia Vasini e Antonio Cornacchione che porta in scena “un donchisciotte sempre comicamente in lotta con gli spigoli della vita, senza soldi, con la disdetta dell'affitto in una tasca e la lettera di fine rapporto di lavoro nell’altra, artefice di un gesto folle e disperato: rapisce il Ministro che ha deciso il provvedimento e lo nasconde in cantina. Lo fa per sé, per la sua pensione ma soprattutto lo fa per il suo paese”, come racconta Francesco Freyrie, autore insieme ad Andrea Zalone e allo stesso Cornacchione del testo.

Venerdì 13 marzo sarà la volta “Di vino, di poesia, di virtù – Spettacolo di teatro-canzone dedicato al vino” con Pietro Naglieri e Masha Valentino come voci recitanti, Antonio Tuzza voce e chitarra, Francesco Anecchino alla batteria e percussioni e Pierpaolo Martino al contrabbasso. Un elogio allo straordinario potere evocativo e creativo del vino tramite gli scritti di Baudelaire, Bukowski, Gaber, KKerouak, Neruda e le musiche di Carosone, Mannarino, Capossela, Ciampi e molti altri.

L’Officina Orsi presenta (fuori abbonamento) dal 14 al 18 marzo presso il Castello Carlo V “12 parole 7 pentimenti - Installazione teatrale di liquide parole”, direzione e concetto di Rubidori Manshaft. Alla base c’è un lavoro di ricerca che ha portato l’artista a raccogliere, dialoghi carpiti in molteplici situazioni pubbliche e private. Ore e ore di registrazioni. Un’enciclopedia di stralci di dialoghi le cui estrapolazioni andranno a raccontare delle storie.

“La scelta dei temi (amore, morte, sesso, denaro) è giunta solo a posteriori. Dalla constatazione che nelle migliaia di ore di registrazioni raccolte, i tempi portanti del vissuto, si riassumevano prepotentemente su queste scelte”. Dal montaggio di tanti piccoli stralci nasce la traccia/tema. Un ascolto singolo in cuffia, comodo e raccolto: un ascolto privato, l’ascolto di noi stessi. Un “the end” per ogni traccia, scritto dall’autrice Roberta Dori Puddu e letti, solo questa volta, da attori.

Martedì 24 e mercoledì 25 marzo (ancora fuori abbonamento) un classico shakespeariano tradotto e adattato da Francesco Niccolini, “La bisbetica domata”, messa in scena dalla Compagnia Factory di Tonio De Nitto che ritorna ad affrontare Shakespeare insistendo ancora una volta su una lettura corale e visionaria dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera. Caterina l'inadeguata, la non allineata è la pazza del villaggio. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall'amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l'amore, ma a contrattualizzarlo.

Si prosegue con il viaggio intrapreso dal Teatro dell’Argine sulla figura del grande pittore Antonio Ligabue, dopo “Un bès”, più incentrato sull’aspetto biografico, Mario Perrotta – giovedì 2 aprile - pone l’accento ora sull’artista e sulla corrispondenza tra i suoi paesaggi pittorici e quel cortocircuito interiore che diede vita a un’ispirazione unica e travolgente nella pittura all’inizio del secolo scorso. Il secondo movimento del Progetto Ligabue vedrà coinvolti sulla scena nove interpreti tra attori-danzatori e musicisti per regalare voce, suono e fatica fisica al mondo interiore di Ligabue, alle sue ossessioni, trasformando in corpi danzanti e parlanti negli animali, nei volti e nei paesaggi del suo immaginario pittorico.

Arriva, fresca dei due premi Ubu più prestigiosi – miglior spettacolo e miglior regia – Emma Dante con il suo “Le sorelle Macaluso”, in programma mercoledì 15 aprile. Uno spettacolo teso tra due mondi: quello dei vivi e quello dei morti. Uno spazio sospeso in cui si agitano i protagonisti e soprattutto le protagoniste della famiglia rappresentata.

La compagnia Sud Costa Occidentale ci racconta di un gruppo di sorelle, riunitesi per un funerale, che se ne stanno in bilico su una linea sopra cui combattere ancora, alla maniera dei pupi siciliani, con spade e scudi in mano. Una famiglia in movimento che entra ed esce da quel buio che, la regista siciliana, in “Vita mia” aveva esplorato con commovente ispirazione. Un cast tutto al femminile per una messa in scena che mescola il grottesco con la tragedia in una forma affascinante e ibrida di prosa e danza grazie all’eccezionale cast: Serena Barone, Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Italia Carroccio, Davide Celona, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi, Stephanie Taillandier.

Ancora attenzione al femminile con lo spettacolo successivo, “Eva non è ancora nata”, in programma domenica 19 aprile. Un monologo ispirato nel titolo alla canzone di Giorgio Gaber del 1978. Salvatore Cosentino, magistrato prestato alla scrittura teatrale, prosegue nel suo lavoro scenico coniugando il mondo del diritto con la fantasia e la bellezza del mondo dell’arte.

Dopo “Un diritto… messo di traverso” (Premio Internazionale Kouros 2013) presenta, con “Eva non è ancora nata”, un racconto in forma leggera e ironica, quella del teatro-canzone, trattando un tema attuale: la condizione femminile nella società odierna con sfumature polemiche e delicate.

La stagione si chiude con il ritorno, per il terzo anno consecutivo di: “Dignità autonome di prostituzione” (fuori abbonamento) lo spettacolo di Luciano Melchionna, dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna. Dal 29 al 2 maggio (h 21.00) e 3 maggio (18.30) la “Casa chiusa” dell’Arte, dove gli attori – come prostitute – sono alla mercé dello spettatore; adescano e si lasciano abbordare dai clienti/spettatori che, muniti di 'dollarini' contrattano il prezzo delle singole prestazioni con una ‘Strana Famiglia’ tenutaria della Casa.

Conclusa la trattativa, il 'cliente' si apparta con l’attore scelto in un luogo deputato dove fruirà di una o più 'pillole di Piacere': monologhi o performances del teatro classico e contemporaneo, un metodo stupefacente sollecitato dalle parole: “Mi paghi prima. E anche dopo, se ti è piaciuto”.

Dal primo febbraio inizia poi Improvviva. Domenica 1 marzo l’appuntamento è con Improshow musicale, il format è il sogno perfetto di ogni spettatore: Attori e Musicisti saranno i protagonisti di storie mai viste e assolutamente improvvisate, storie comiche, surreali, quotidiane, poetiche, musicali, che nascono solo da un piccolo spunto e dalla magia della musica capace di influenzare le atmosfere e i ritmi di ogni improvvisazione.

Catch imprò arriva dalla Francia, dalla fantasia di Inédit Théâtre venerdì 10 aprile: due attori contro due che si affrontano a colpi di sketch comici all'interno di un ring, un master crudele che propone giochi di improvvisazione oltre ogni limite, con la complicità del pubblico. Una sola equipe si aggiudicherà la vittoria finale e il titolo di campioni.

Domenica 10 maggio l’appuntamento è con Harold, ovvero con magia, improvvisazione, istinto. Uno spettacolo di un’ora che sa stupire ed emozionare e nasce da una sola parola, assegnata dal pubblico. Storie, monologhi, associazioni di idee esplicite o personali prenderanno forma seguendo il filo sottile dei diversi significati del tema scelto per lo spettacolo. Un’atmosfera suggestiva, che sa alternare momenti riflessivi e interiori a fasi di gioco tra gli attori.

Harold è lo spettacolo di improvvisazione teatrale allo stato puro, senza gare né schemi, che nasce dalla sensibilità degli attori in scena guidati sul palco esclusivamente dal proprio istinto. È un’esclusiva regionale per Lecce.

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Febbraio, marzo e maggio saranno inoltre i mesi in cui si potrà assistere alla rassegna Teatro 99 centesimi con due appuntamenti a febbraio: il 15 “Meglio sepolto vivo” della Compagnia La Calandra e il 28 “Napoli ed Eduardo, tra poesia e dolci melodie”. Si prosegue con i tre appuntamenti di marzo: il 5 con Voccaverta, la vera storia di San Giuseppe da Copertino della Compagnia Thalassia, il 28 in scena “Cherchez la femme” e il 31 “Matteo 19,14” di Fabio Vasco. Si conclude con l’appuntamento del 23 maggio dell’associazione Culturale Aretè “La serva padrona”.

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