Teatro dei luoghi fest: lettere di eroine del mito

Ultimo appuntamento nazionale con il TEATRO DEI LUOGHI FEST

in scena LETTERE DI EROINE DEL MITO: STUDIO DA HEROIDES DI OVIDIO

lo studio del nuovo spettacolo di Koreja con la regia del Premio UBU Elena Bucci in collaborazione con Marco Sgrosso

1-2 agosto 2019 Cantieri Teatrali Koreja (LE)

Giovedì 1 e venerdì 2 agosto alle ore 21.00, i Cantieri Teatrali Koreja ospitano l’ultimo appuntamento nazionale de il TEATRO DEI LUOGHI FEST & Fineterra 2019 che, ad ottobre, proseguirà a Tirana per la settimana della cultura.

Tratto da Heroides di Ovidio e da improvvisazioni e scritture sceniche con l’elaborazione drammaturgica di Elena Bucci e Marco Sgrosso, la regia del Premio Ubu Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso e le musiche originali dal vivo di Giorgio Distante, in scena LETTERE DI EROINE DEL MITO: STUDIO DA HEROIDES DI OVIDIO, lo studio del nuovo spettacolo di Koreja realizzato in collaborazione con la Compagnia bolognese de Le Belle Bandiere, che debutterà ufficialmente la prossima primavera.

Sul palco Giorgia Cocozza, Alessandra De Luca, Angela De Gaetano, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Anđelka Vulić.

Heroides è una raccolta di epistole composte da Ovidio tra il 25 ed il 16 a.C. circa. Il testo è costituito da 21 lettere d'amore che si immaginano scritte da famose eroine ai loro mariti, fidanzati o amanti.

Donne innamorate, abbandonate o tradite: lo spettacolo è un viaggio nel mito classico sfizioso, intrigante e sempre attuale, in cui l’amore diventa protagonista di un’opera tutta al femminile. A volte colma di disperazione, rabbia e tristezza, altre volte ricca di desiderio, passione e dolcezza. Un viaggio nel tempo verso la tragedia antica e il mito, dunque, per trasformare il dolore fino a sorriderne, farne vita e nutrimento per una visione nuova, in cui la lotta per la sopraffazione tra i sessi sia solo un ricordo del quale prendersi gioco con sollievo, una sciocca fase di arresto del cammino dell’umanità.

Le donne, riprendendo la loro voce, dialogano anche con il poeta Ovidio e con i loro geniali antenati, che costruirono miracoli di arte e cultura praticando l’orrore della schiavitù e attraverso la loro fragilità diventano testimoni della fragilità e della povertà di tanti altri, uomini, donne, bambini.

[…] Nei momenti di grande cambiamento, del mondo intorno e personali – racconta Elena Bucci - rinasce la voglia, per comprendere dove andare, di rileggere il passato, sia che si tratti della propria biografia che della storia degli umani. Così in questo progetto, pensato per la molteplice e viva realtà di Koreja, ci rivolgiamo ad un’opera strana e avvincente di Ovidio, dove si immaginano le eroine del mito intente a scrivere lettere ai loro uomini, narrando di amore, abbandoni, tradimenti. La voce del poeta si intreccia alla loro per raccontare l’intero mito, ma anche per rivolgere una luce speciale sul destino delle donne, sulle loro ingiuste sofferenze, sulle loro qualità spesso ignorate, disilluse, sprecate. Lo fa con l’ironia dell’intelligenza e della creazione, la stessa che ha sorretto molte donne nel loro cammino, la stessa che fa degli artisti creature senza sesso e identità, votati a interpretare i personaggi più diversi. Seguendo il luminoso esempio di Ovidio che si fa medium di un coro spesso ammutolito dalla storia, daremo voce non solo alle eroine del mito, ma anche a donne – e uomini – che abbiamo conosciuto e incontrato. La voce maschile, reinventata dalle sue stesse eroine ispiratrici, sarà quella di Ovidio, ma anche quella di uomini del presente che, di fronte ad una rivoluzione del loro ruolo, rispondono spesso con apertura e voglia di cambiare ma anche con l’indifferenza e a volte, purtroppo, con la violenza. In quest’opera in musica ogni attrice sarà anche autrice e diventerà di volta in volta solista e parte del coro, mentre l’unico uomo in scena, il poliedrico musicista Giorgio Distante, dovrà farsi anche attore. Ci faremo affascinare da figure mitiche che ancora popolano il nostro linguaggio e la nostra immaginazione e inventeremo immagini e lingua per figure che ancora tacciono, ma che potrebbero diventare memoria di tutti […]

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