rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024
Teatro

Al "Teatro dei luoghi" va in scena "Anna Cappelli": il monologo con Giada Prandi

Si tratta di un piccolo capolavoro contemporaneo per sintesi, poesia e complessità. Una storia universale, fuori tempo, che comincia negli anni ’60 a Orvieto e prosegue a Latina, la nuova città in cui Anna è costretta a emigrare per lavoro

LECCE - Al via la terza e ricchissima settimana di spettacoli per il festival internazionale Teatro dei luoghi 2023. Si parte domani, mercoledì 12 luglio alle ore 21.15, nell’ortale del Teatro Koreja con l'opera Anna Cappelli, l’ultimo monologo tragicomico di Annibale Ruccello, con Giada Prandi in un nuovo allestimento diretto da Renato Chiocca, che mette al centro la donna oltre il personaggio.

Ruccello è oggi più che mai un autore di culto dalla voce lirica e beffarda, espressiva di una generazione ansiosa di ricreare un teatro nuovo capace anche di ridere nella tragedia. Ruccello ha saputo indagare l’animo femminile, esplorarne la psiche fino ai più intimi recessi tratteggiando magnifiche figure di donne moderne. Tragiche eroine della quotidianità che, sotto l’apparente normalità, celano un ribollire di passioni represse e di sentimenti irrazionali pronti a esplodere di soppiatto, travolgendo e scardinando l’ordine costituito.

È con queste premesse che Giada Prandi porta in scena il monologo, già assolo per grandi attrici come Anna Marchesini e Maria Paiato, che esplora il complesso e alienante stato d'animo di sradicamento di Anna, una "deportata" della vita, una donna costretta ad emigrare per lavoro che prova, attraverso rinunce e compromessi, ad essere felice. 

Giada Prandi

“Nel nostro allestimento abbiamo cercato di entrare nella testa e nel corpo di Anna, per raccontarla in tutte le sue sfumature, nei suoi pensieri e nelle sue emozioni – racconta il regista Renato Chiocca -, stilizzandola ma andando oltre la maschera, mantenendo il palco come la scatola vuota che lei stessa vuole creare, teatro di un viaggio empatico e straniante nell'animo umano, che parte commedia e finisce in tragedia”.

Anna Cappelli è un piccolo capolavoro contemporaneo per sintesi, poesia e complessità; una storia universale, fuori tempo, che comincia negli anni ’60 a Orvieto e prosegue a Latina, la nuova città in cui Anna è costretta a emigrare per lavoro, dove vive in affitto dalla signora Rosa Tavernini, passando le sue giornate tra casa e lavoro, da sola.

Lontana da casa e dalla sua famiglia alla quale sembra essere ancora molto legata, la sua vita procede monotona nella noiosa quotidianità della vita di provincia fra la polvere e le scartoffie degli uffici del comune e la convivenza con l’asfissiante Signora Rosa Tavernini e i suoi «puzzolentissimi gatti». La svolta sembra finalmente arrivare grazie all’incontro con il ragioniere Tonino Scarpa, un abbiente scapolo che vive solo nella sua casa con 12 stanze e tanto di cameriera, il quale dopo pochi mesi le propone di andare a vivere con lui ma senza sposarsi. Anna accetta riluttante “l’inconsueta” proposta fra i pettegolezzi delle colleghe bigotte e il disappunto della signora Tavernini.

La relazione fra i due non va come sperato e in un crescendo delirante e tragicomico Anna verrà trascinata dalle sue fragilità in una spirale di paura, paranoia e possessività che la porterà a commettere un gesto estremo e inaspettato ma che per lei rappresenta il più grande “atto d’amore” possibile.

Anna è una donna in lotta con il suo passato e i suoi demoni. Una vittima del suo tempo e della condizione della donna negli anni ’60 di una società e di una morale che rifiuta ma che non ha la forza di combattere e da cui noi riesce ad emanciparsi. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Al "Teatro dei luoghi" va in scena "Anna Cappelli": il monologo con Giada Prandi

LeccePrima è in caricamento