Mercoledì, 28 Luglio 2021
Teatro

Terzapagina. Sebastiano Somma, Daniela Poggi e Gaetano Aronica a Gallipoli

Secondo appuntamento al teatro Italia, venerdì 21 febbraio: i tre popolari attori, già in scena a Nardò, saranno i protagonisti di "A ciascuno il suo", tratta dal romanzo di Leonardo Sciascia, per la regia di Fabrizio Catalano

@TM News/Infophoto.

GALLIPOLI - Secondo appuntamento con la stagione teatrale del Teatro Italia di Gallipoli: venerdì 21 febbraio, ore 21, sul palcoscenico saliranno Sebastiano Somma, Daniela Poggi e Gaetano Aronica con lo spettacolo "A ciascuno il suo" di Leonardo Sciascia, per la regia di Fabrizio Catalano. 

Lo spettacolo - tratto dal celebre romanzo di Leonardo Sciascia, pubblicato per la prima volta nel 1966 da Einaudi, ispirato all'assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento Cataldo Tandoj - parla dell'ipocrisia come legge non scritta, eppure trionfante, che domina la società in cui viviamo. La stessa ipocrisia di cui parla Sciascia nel suo romanzo.

L’Italia, che nell’immediato dopoguerra sembrava non solo poter ridiventare la fucina di idee che era stata nel Rinascimento, ma anche una nazione governata da gente equa e volenterosa, è, nel giro di pochi anni, e irrimediabilmente fino ad oggi, precipitata in un gorgo di corruzione e di ignavia.

In “A ciascuno il suo”, ci sono ambienti borghesi, addirittura opulenti, d’un’eleganza barocca, intrisa di simboli cattolici, su cui svettano delle creature misteriose i mostri di Villa Palagonia, a pochi chilometri da Palermo. Qualcosa di sinistro sta per accadere, all’inizio della storia e alcuni dei personaggi sanno esattamente cosa accadrà, altri ne hanno soltanto sentore. Tutti sono pronti a tacere, a fingere, a dissimularsi.

Ma al circolo della caccia arriva un intruso: il professor Laurana, interpretato da Sebastiano Somma. Laurana è diverso dagli altri, ma non è un eroe: è soltanto un uomo che non conosce le regole del gioco. Un gioco in cui tutti, in qualche modo, sono colpevoli: quasi come nell’Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, ma in maniera più sottile e sordidaphoto1.php-2; e dove ognuno ha una sua sostanziale responsabilità: per aver commesso il delitto, per averlo commissionato, per averne tratto dei vantaggi o per aver – meschinamente – finto di non vedere.

Tutto è intrinsecamente siciliano e al tempo stesso universale, tutti fanno parte di questo gioco febbrile e disgustoso: il gioco in cui ci si spartisce il potere. Ancora una volta, infatti, la Sicilia si fa metafora del mondo: ovunque la ragione dorme da tempo un sonno senza sogni. Ma è giunta l’ora che la ragione si risvegli.

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