Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Terzapagina. Il libro di Roberto Ippolito che racconta un'Italia di "Ignoranti"

Il testo edito da Chiarelettere dell'autore napoletano racconta la mancanza di cultura come elemento di debolezza del sistema nazionale: tanti i casi narrati, tra ironia ed inquietudine dentro uno scenario ricco di assurdità

Roberto Ippolito (dal web)

LECCE - La mancanza di cultura come causa della debolezza di un sistema: è questo il teorema sottile alla base di "Ignoranti. L'Italia che non sa, l'Italia che non va", il saggio di Roberto Ippolito, edito per Chiarelettere. Spesso esilarante per i casi raccontati, ma inquietante per lo scenario descritto, l'autore svela quanto sia somara la nazione, con nomi e cognomi ed un campionario incredibile di assurdità.

Dal sottosegretario che accusa il ministro di essere un “asino bardato da generale”, la conduttrice che inciampa sugli accenti, deputati che parlano in modo inverosimile. Sorprendente? L’Italia è sempre in coda nelle classifiche per l’istruzione e la cultura. Lo confermano gli spropositi che si trovano nei temi della maturità, i pessimi risultati degli studenti nel confronto internazionale, gli errori nella formulazione delle domande ai concorsi: anche chi giudica sbaglia.

E l’economia arretra. Il contrario di quanto avvenne negli anni del boom, quando l’innalzamento culturale accompagnò il miracolo. Oggi il 45,2 per cento ha al massimo la licenza media contro il 27,3 per cento dell’Europa. Solo due italiani su quattro sono diplomati contro tre inglesi su quattro. L’Italia è avara: in Europa è ventiduesima per la quota di spesa pubblica destinata all’istruzione in rapporto al Pil.

E al peggio non c’è mai fine per l’onda lunga dei tagli dell’era Berlusconi, ma anche per la scarsa sensibilità del governo tecnico di Monti. Nemmeno i privati si salvano. I confronti internazionali proposti ripetutamente nel libro certificano il disastro. Uno schiaffo per un paese come l’Italia, per secoli culla della cultura e dell’arte. Come si può tornare a crescere? Con l’istruzione e la cultura. Ma finché gli ignoranti occuperanno la politica non potrà esserci un reale cambiamento e un ritorno allo sviluppo. Solo il sapere può dare la scossa.

Roberto Ippolito, classe 1951, è nato a Napoli, ha pubblicato diversi libri di successo, tra cui "Evasori" e "Il bel Paese maltrattato", entrambi per Bompiani. Ha curato a lungo l'economia per il quotidiano "La Stampa". Ha diretto la comunicazione della Confindustria e le relazioni esterne della Luiss di Roma, dove ha anche insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

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