Giovedì, 5 Agosto 2021
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Terzapagina. Il giorno della festa e quell’eccesso di retorica nel Natale

Sms seriali, auguri formali, abbuffate in compagnia, regali: tutte le contraddizioni di una giornata, dalle formule stereotipate passando dai social network fino al buonismo. Fra qualche giorno col nuovo anno il rito si ripete

LECCE – Altro giro, altro Natale che arriva. E che non sembra voler cambiare formula, nonostante la clamorosa “svista” dei Maya, la crisi, l’approdo del papa su twitter. Esiste una ritualità fondativa della festa, che si perpetua e tramanda come una certezza da cui non poter prescindere, sebbene pecchi spesso di una evidente retorica.

Sms seriali, auguri formali, abbuffate in compagnia e ad ogni ora, in una sorta di sospensione del controllo alimentare, fino ai regali sotto l’albero. Formule stereotipate, viste, tritate e riproposte, ma che restano intatte. La retorica del Natale passa necessariamente dall’ondata di buonismo fastidioso del dover risultare per forza migliori di quelli che si è nel quotidiano. I sentimenti più lontani dalla propria sfera umana di colpo si trasformano in valori verso cui tendere. Ma guai a prolungare eccessivamente il desiderio di bontà, perché tutto deve compiersi in un giorno. Non un’ora di più.

Va da sé che gli auguri si sprechino fin dalle settimane che hanno anticipato questo giorno. Si arriva al 25 dicembre con l’ossessione di dover ripetere il canovaccio in ogni dove, rischiando di apparire neanche troppo velatamente ruffiani patentati. È una questione di “atmosfera”, altro oggetto misterioso del periodo festivo. A chi non è mai capitato di pronunciare o sentir pronunciare una considerazione su quella speciale “atmosfera” di Natale? È una specie di euforia senza eccesso, che passa dall’improvvisa riscoperta della tombola come gioco da tavolo e si esaurisce in una depressione caspica, che subentra subito dopo l’Epifania, sebbene le avvisaglie partano già da Santo Stefano. Inteso come ricorrenza e non proprio come santo.

Dentro la retorica dell’“atmosfera” non si sottraggono alla logica social e tv: nel primo caso, è un trionfo di tag ed hashtag zuccherosi, che ripercorrono i temi di cui sopra. Nel secondo caso, questo è il periodo perfetto, in cui sfornare la 235esima replica del film a sfondo natalizio, con la riproposizione di classici Disney e commedie con un mix di animali, bambini e nuclei familiari felici e contenti.

La retorica funziona così. Racchiusa dentro rituali precisi da cui non debordare, ma col rischio di non mostrare un’anima. E persino con la consapevolezza della propria contraddizione. Ma ai più va bene così. Sms seriali, auguri formali, abbuffate in compagnia, regali sotto l’albero. E buonismo di facciata. Ma occorre andare avanti. Dietro l’angolo c’è un anno nuovo bello e pronto. Le formule di oggi avranno l’ennesima replica.

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