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Il libro sulla Scu in tour. L’autore chiede ai rettori pugliesi più ricerca sulle mafie

Andrea Apollonio presenta il volume in quattro appuntamenti nel Salento. Ma si rivolge anche governatore Emiliano perché vengano istituiti centri di studio del fenomeno

Andrea Apollonio, autore del libro sulla Scu

LECCE - Quattro appuntamenti di fila, tutti nel Salento, per discutere di mafia. Sarà presentato, infatti, anche nel Tacco il libro di Andrea Apollonio dal titolo "Storia della Sacra corona unita. Ascesa e declino di una mafia anomala". Il volume, di oltre 340 pagine, è stato da poco pubblicato con Rubbettino Editore, ed esordirà mercoledì 30 marzo presso la Libreria Palmieri di Lecce. Assieme all’autore, anche Enzo Ciconte, docente di Storia delle mafie presso l'Università di Pavia e Antonio Maruccia, procuratore generale presso la Corte d'Appello di Lecce.

Il giorno dopo sarà poi la volta di Alessano, presso la Libreria Idrusa, con lo scrittore e giornalista Raffaele Gorgoni. Mentre il primo e il 2 aprile il volume sarà presentato, rispettivamente, a Novoli, nel palazzo baronale e a Mesagne, nelle sale dell'associazione "Giuseppe Di Vittorio". Intanto il volume, già da qualche settimana nelle librerie, è stato presentato alla stampa questa mattina a Bari, presso la sede dell'Associazione Antiracket Puglia di cui Apollonio è consulente. Da qui, lo studioso leccese ha voluto lanciare un appello al governatore Michele Emiliano e ai rettori delle università pugliesi: “Questo libro intende colmare un grande vuoto di conoscenza e di analisi, e se criminologi e sociologi italiani e pugliesi si sono quasi totalmente disinteressati del fenomeno mafioso che negli anni Ottanta è proliferato su queste terre, dobbiamo chiederci perché”. Secondo Apollonio, ciò è dovuto anche “all’assenza di centri di ricerca sulla criminalità organizzata nelle università e nelle istituzioni regionali: basti pensare che mentre gli altri atenei del Sud – e molti anche al Nord – si stanno dotando di insegnamenti inter-facoltà, obbligatori o facoltativi, di Storia delle mafie o di Dinamiche delle organizzazioni criminali, le università pugliesi ne sono sguarnite. Eppure, la Puglia ha dato i natali alla famigerata quarta mafia”.

Da qui, l’appello ai rettori e allo stesso Emiliano, affinché nelle Università si possa provvedere al più presto all’istituzione di insegnamenti, organismi di ricerca e, presso la Regione, di commissioni di studio: “darebbe maggiori certezze ai cittadini circa il passato, il presente e (possibilmente) il futuro dei fenomeni criminali autoctoni, ed aiuterebbe a sensibilizzare quelle comunità locali che si trovano ancora a dover fronteggiare la pretesa di sottomissione dei boss, vecchi e nuovi, che in alcuni casi volutamente cercano il richiamo alla storia sacrista”.

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