Giovedì, 21 Ottobre 2021
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“Vediamoci per Bene” ai Cantieri teatrali Koreja. Visioni e memorie

Dopo l’esordio otrantino, prosegue il festival dedicato alla commemorazione di Carmelo Bene, nel decennale della sua scomparsa. Alle 18 quest’oggi, ai Cantieri teatrali Koreja, serata a cura di Enzo Mansueto e Mauro Marino

LECCE - Ai Cantieri teatrali Koreja, dopo l’esordio otrantino, prosegue il Festival dedicato alla commemorazione di Carmelo Bene, nel decennale della sua scomparsa. Alle 18, infatti, si terrà “Vediamoci per Bene”, serata di dialoghi in onore di Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene, a cura di Enzo Mansueto e Mauro Marino.

Il 16 marzo 2012 ricorre il decimo anniversario della scomparsa di Carmelo Bene, colui che un giorno disse (tra le tante cose dette): “Portare via Otranto da qui!”. Lui, sapeva, sentiva, dal “riparo” della maschera e anche oltre quello, quanto questo territorio fosse lontano da sé stesso, dalla comprensione intima dei suoi umori e dei suoi amori.

Lui, che da “Nostra Signora” “salpò” traversando la terra per trovare méta nel grande mare del Teatro Popolare. Ché di quello è stato interprete. Una sola volta l'ho visto inchinarsi con reverenza ed umiltà, era con lui Edoardo De Filippo, erano insieme, per far festa alla pace, il genio salentino un passo indietro... Quell'immagine non mi ha mai abbandonato, anzi mi ha aiutato a comprendere la messa in scena beniana, nella giusta chiave: quella che sa scegliere il suo pubblico.

Quello da “deridere” e quello da sedurre, capace d'incantarsi, di rimanere a "boccaperta" al cospetto dell'attore. Carmelo Bene è cibo. E come ogni alimento è da digerire per ben comprenderlo, per evitare d'essere “indigesti” alla sua arte. Capita di incontrare “segni” ed interpreti che nella “grammatica beniana” hanno trovato linfa. Tentare una mappa è cosa non facile ma si può, a dieci anni dalla sua scomparsa, tentare una traccia...

Con le visioni di Carlo Michele Schirinzi, le sonorizzazioni di Stefano De Santis Urkuma, la lettura di “Ecco la Tarantola” da “Delle tarantole” di Friedrich Wilhelm Nietzsche dell'attore Renato Grilli, accompagnato alla fisarmonica da Rocco Nigro, i versi "Quattro depistaggi sulle vie del bene relativo" dell'attore Antonio De Mitri, l'aperitivo a cura del cuoco meridiano Simone Carone, detto Biso.

 

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