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Formazione Casarano

Lex go, la giustizia nelle scuole per costruire un futuro di legalità

Il progetto ha trovato spazio ieri nell’istituto d’istruzione superiore “Antonio Meucci” di Casarano. In cattedra, il presidente della Corte d’Assise di Lecce Pietro Baffa

CASARANO - Educare e formare alla legalità e ai valori della giustizia, per promuovere il pieno sviluppo della persona e i diritti di cittadinanza: è questo il “cuore” di “Lex go”, il progetto promosso dall’Associazione nazionale magistrati a seguito del protocollo d’intesa con il ministero dell’Istruzione.

L’iniziativa è stata accolta dall’istituto d’istruzione superiore “Antonio Meucci” di Casarano, grazie alla dirigente Concetta Amanti e al dipartimento di discipline giuridiche diretto dalla professoressa Luisa Crusi, che ieri ha aperto le sue porte al giudice Pietro Baffa, presidente della prima e seconda sezione penale del tribunale e della Corte d’Assise di Lecce.

L’incontro-dibattito con gli studenti ha riguardato: il processo penale, sia nelle fasi delle indagini preliminari che in quella dibattimentale; tematiche che possono direttamente interessare i minori, come l’imputabilità del soggetto che ha compiuto i 14 anni; la connivenza o favoreggiamento in occasione di reati commessi da altri minori; il download di prodotti multimediali, quando è vietato e quando è lecito; la denuncia nei casi in cui è obbligatoria e quelli in cui risponde ad un dovere civico. E ancora: l’omissione di soccorso anche in occasione di sinistro stradale; la messa alla prova nel processo minorile; la tutela dell’immagine e la condivisione di foto e video ripresi in ambito prettamente privato. Numerose domande degli studenti hanno posto l’attenzione su altri argomenti tra i quali la tutela delle vittime di abusi sessuali, di stalking e maltrattamenti.

L'incontro al "Meucci" di Casarano

“La scuola, luogo privilegiato di istruzione e formazione, è deputata a fare dei suoi allievi, giorno dopo giorno, dei cittadini consapevoli, in grado di compiere delle scelte, di divenire responsabili del proprio e dell’altrui futuro. La legalità è una scelta coraggiosa, e il coraggio di “saper scegliere”, anche rischiando l’impopolarità, non può essere quello di un eroico dirigente, un eroico docente o perfino un eroico allievo. È evidente che in questa scelta c’è tutta la sfida, la cui vittoria è il risultato di un gioco di squadra. In questa squadra ci sono tutti, docenti, allievi, istituzioni, ognuno nel proprio ruolo, uniti per vincere la seduzione dell’illegalità”, ha dichiarato la professoressa Crusi.

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