Area marina protetta sino a Porto Selvaggio. Il deputato M5S fa voti al ministero

Il parlamentare tarantino Vianello inoltrerà la richiesta di estensione dell’area marina di Porto Cesareo come già fatto e ottenuto per Torre Guaceto. “Ricadute per ambiente e turismo”

PORTO CESAREO - E’ tempo di promuovere e attuare l’ampliamento dell’area marina protetta di Porto Cesareo sino ad inglobare le zone marine del parco naturale di Porto Selvaggio della dorsale neretina. All’esigenza di tutela “allargata”, più volte rimarcata dall’amministrazione comunale di Nardò e dagli ambientalisti, si unisce ora l’iniziativa parlamentare promossa dal deputato tarantino del M5S, Giovanni Vianello, che in tale direzione aveva già ottenuto nei giorni scorsi il via libera da parte del ministero dell’Ambiente per una analoga richiesta di “estensione” della riserva marina di Torre Guaceto, nel brindisino. Ora il parlamentare pentastellato e commissario ambiente alla Camera è pronto a promuovere, presso lo stesso dicastero, l’ampliamento dell’area marina protetta di Porto Cesareo confidando nel medesimo responso positivo da parte del ministero.

“Dopo l’ok del ministero guidato da Sergio Costa per l’ampliamento della riserva naturale di Torre Guaceto, nel Brindisino, sono pronto a promuovere anche l’allargamento a favore dell’area marina protetta di Porto Cesareo, in provincia di Lecce” spiega Vianello, “ampliarla con l’annessione delle zone marine del parco naturale di Porto Selvaggio consentirebbe il rafforzamento del cosiddetto effetto riserva sulle popolazioni ittiche costiere, anche tramite il costante e attento monitoraggio delle attività di pesca condotte all’interno dell’area. In questa maniera, la tutela dell’ecosistema e della biodiversità marina, che finalmente riuscirebbero a raggiungere nuovamente l’assetto di una comunità più naturale e originaria, potrebbe ben legarsi a un’attività antropica socialmente ed economicamente proficua ma al tempo stesso rispettosa e sostenibile”.

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Tale misura, secondo le linee guida contemplate nella richiesta del parlamentare pugliese, consentirebbe prioritariamente un maggior contrasto alla pesca di frodo, una più ampia regolamentazione dell’attività subacquea, e la formazione di utenti preparati. “Chi pensa infatti che l’area marina protetta o un suo eventuale ampliamento costituiscano un pericolo per lo sviluppo di un determinato territorio, sbagliano” chiarisce Vianello, “anche in termini turistici, l’ampliamento potrebbe comportare notevoli vantaggi alla zona di Porto Cesareo e dintorni, anche attraverso la formazione di un turista green, desideroso di conoscere a fondo le bellezze naturali del posto”.

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