Sabato, 24 Luglio 2021
Green

Innalzamento dell’esposizione alle radiofrequenze: l’appello ora anche ai parlamentari

Dopo la lettera inviata ad aprile scorso a Mattarella e Draghi, le associazioni di medici e ambientalisti scrivono a deputati e senatori per sottolineare i rischi sanitari per la comunità, soggetti fragili in primis

Foto di repertorio.

LECCE – Innalzamento dell’esposizione alle radiofrequenze: un nuovo appello dalle principali associazioni di medici e ambientalisti.  Mantenere i limiti di esposizioni ai campi elettromagnetici previsti dalla normativa: dopo quella inviata ad aprile, ora la missiva viene recapitata anche a deputati e senatori, con un documento in cui vengono spiegate le motivazioni scientifiche che giustificano non solo il mantenimento di quei limiti, ma persino una loro ulteriore riduzione. Il documento https://www.applelettrosmog.it/file/news/Lettera_aperta_sui%20limiti_di_esposizione_ai_CEM.pdf è stato sottoscritto da Apple (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog), Isde (Associazione Medici per l'Ambiente), Aie (Associazione Italiana Elettrosensibili), Amica (Associazione Malattie Intossicazione Cronica e Ambientale), è stato sottoscritto da altre 25 associazioni, di cui nove salentine (Isde Lecce, Fimp Lecce, Comitato Lecce Via Cavo, Comitato Salute Ambiente Lecce e provincia, Aisas, Codici, No al Carbone Brindisi, Ente Bilaterale Terziario Italiano, FedImprese). La stessa richiesta era stata indirizzata alle maggiori cariche dello Stato nel mese di aprile scorso.

Tutto nasce dal fatto che il gruppo politico Italia Viva vorrebbe innalzare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, fissati in 6 Volt/metro dal decreto del 2003, per adeguarli ai cosiddetti "limiti europei". “Ma se per limiti europei si intendono quelli proposti dal Consiglio della Ue (Raccomandazione 1999/519/CE), si ricorda che un Paese comunitario su tre, oltre alla Svizzera e alla Russia, non li segue e adotta invece limiti più cautelativi”, scrivono le associazioni.

Proseguono: “La raccomandazione dell’Unione euroepa, alquanto generica, indica come limite di esposizione 10 Watt/mq (corrispondente a 61 Volt/m), mentre le legge italiana prevede, in luoghi in cui si soggiorna per più di 4 ore, 0,1 Watt/mq (corrispondente a 6 Volt/m), valore cento volte inferiore. La Raccomandazione Ue si basa sulle linee guida proposte nel 1998 da Icnirp (International commission on non ionizing radiation protection), rimaste sostanzialmente invariate anche nell'ultimo aggiornamento del 2020. Icnirp non è un ente scientifico, bensì una ong privata gravata da conflitti di interesse per i suoi legami con l'industria elettrica, delle telecomunicazioni e militare. L'opinione di Icnirp non rappresenta quella della maggioranza della comunità scientifica coinvolta nella ricerca sugli effetti biologico-sanitari dei campi elettromagnetici”.

Nella nota inviata dai referenti delle varie organizzazioni, tra i quali anche quelle salentine, si legge: “Inoltre, i gruppi politici Pd, Fratelli d'Italia, Forza Italia propongono emendamenti al piano antenne con il proposito di abolire i vincoli paesaggistici e di impedire agli enti locali la tutela di luoghi sensibili (scuole, parchi gioco, luoghi di cura). La finalità è spianare la strada all'implementazione del 5G che incrementerà enormemente l'irradiazione della popolazione esponendola a numerosi rischi sanitari”, concludono.  

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Innalzamento dell’esposizione alle radiofrequenze: l’appello ora anche ai parlamentari

LeccePrima è in caricamento