Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Rinvenute in difficoltà nelle acque salentine, tre tartarughe Caretta caretta tornano in mare

leccesi. Le testuggini, la cui specie è in via di estinzione, sono state curate dai volontari del Centro di recupero tartarughe delle Marine del Salento, e domenica saranno immesse nello specchio d’acqua antistante Torre Chianca

Un esemplare di Caretta Caretta (Foto di repertorio)

TORRE CHIANCA (Lecce) - Tre esemplari di Caretta caretta riprenderanno il mare, nella mattinata di domenica prossima. Alle 10, infatti, presso la foce del fiume Idume, in pieno Parco naturale regionale “Bosco e paludi di Rauccio”, torneranno in libertà tre esemplari di tartaruga marina. Sono state rinvenute in difficoltà lungo il litorale leccese e curate nel Centro recupero tartarughe Marine del Salento, presso il Parco di Rauccio. Le tre testuggini, oggi perfettamente riabilitate alla vita selvatica, dopo mesi di lavoro di cura, al momento del rinvenimento versavano in pessime condizioni. Due sono state trovate spiaggiate dopo una forte mareggiata di tramontana a Frigole. La prima aveva un groviglio di nylon attorno alla pinna anteriore che aveva quasi reciso l’arto.

La seconda era fortemente debilitata a causa di un’infezione polmonare. La terza, rinvenuta in mare alla deriva nelle acque antistanti Torre Rinalda, aveva un amo da pesca con alcuni metri di filo, probabilmente reciso da un “palangaro”.  Grazie alla tempestiva segnalazione di chi le ha notate è stato possibile il ricovero e la cura presso il centro. Gli interventi di chirurgia sono stati realizzati presso l’Università degli Studi di Bari, Facoltà di Medicina veterinaria che collabora con il Centro recupero di Rauccio nella “rete” di strutture regionali deputate alla salvaguardia delle tartarughe. “Un grosso ringraziamento – ha tenuto a sottolineare l’assessore Andrea Guido - va a tutti coloro che spontaneamente collaborano alla causa delle tartarughe marine. 

Caretta caretta è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai è al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane; per questo la sensibilità dei cittadini che corrono ad allertarci ogni volta che ne avvistano una è molto importante per la difesa della biodiversità del nostro mare e per la salvaguardia della specie”.

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