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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Clima e fenomeni avversi: le buone prassi leccesi nel rapporto Legambiente

L'osservatorio ha inserito due iniziative relative alle misure anti-alluvione e di ripristino ambientale: si tratta del piano delle coste e del progetto per il monitoraggio del rischio idrogeologico, realizzato dal settore Protezione civile

LECCE - Il capoluogo salentino rientra tra le città menzionate da Legambiente nel rapporto città clima 2021, grazie alle buone prassi per affrontare i cambiamenti climatici e i fenomeni metereologici estremi. “Città Clima” è un progetto dell'associazione ambientalista che elabora informazioni sugli impatti degli eventi climatici sulle aree urbane.

Nel Rapporto 2021 dell’osservatorio sono state inserite due iniziative della città relative alle “misure anti-alluvione e di ripristino ambientale”: si tratta del piano delle coste e del progetto per il monitoraggio del rischio idraulico realizzato dal settore Protezione civile di Lecce.

“Il Rapporto più che uno scenario descrive una realtà che è già qui: i cambiamenti climatici e i fenomeni metereologici necessitano di risposte immediate – ha commentato il sindaco Carlo Salvemini –. Occorre aggiornare i piani di protezione civile, introdurre misure edilizie stringenti, rendere i suoli sempre più permeabili e capaci di sostenere precipitazioni intense, migliorare la resistenza alle ondate di calore attraverso politiche di riforestazione urbana. E, naturalmente, fare la nostra parte per ridurre le emissioni inquinanti”.

Le best practice di Lecce

Per quanto riguarda la prima iniziativa, il 24 settembre, lo ricordiamo, il Consiglio comunale ha approvato il piano delle coste e Lecce è stato l’unico Comune, tra i 69 costieri della Puglia, ad aver ottemperato a una legge del 2006 che rende obbligatoria la sua approvazione.

Lo strumento è utile a monitorare la costa, tutelando l'ambiente e garantendo il libero accesso dei cittadini al patrimonio naturale.

Più nel dettaglio, il Piano prevede il monitoraggio dell’erosione costiera, la  ricostruzione dei cordoni dunali, la trasformazione degli edifici degradati in strutture leggere, in armonia con il paesaggio.

La seconda iniziativa è l'aggiornamento dei piani di Protezione civile in relazione al rischio idraulico ed idrogeologico, reso possibile anche grazie alle risorse regionali ottenute dal Comune all'inizio dell'anno.

La zona dell'entroterra lungo il litorale tra Torre Chianca e Torre Rinalda è quella più a rischio per la presenza di una rete di canali e di due corsi d’acqua: l’Idume e il Giammatteo.

Il Comune intende quindi acquistare un drone e di sensori per la rilevare allagamenti nei punti critici. Saranno  installate fotocamere per monitorare gli eventi da remoto e allertare la Protezione civile. Sono previsti anche incontri con la popolazione per illustrare gli scenari di rischio idrogeologico e le norme di autoprotezione per la salvaguardia delle persone e dei beni.

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