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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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“Non è un'ondata di caldo estivo normale": le spiegazioni di un meteorologo contro la disinformazione

L’esperto, Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “Questa pesante ondata di calore è stata in più occasioni minimizzata, vi spiego perché"

LECCE - “L'ondata di caldo che ha interessato buona parte d'Italia nella giornata di ieri tutto può definirsi fuorché normale o ancora peggio classica dell'estate, come si è avuto modo in più occasioni di leggere o sentire”. A dichiararlo è Edoardo Ferrara, meteorologo di 3Bmeteo.com che spiega: “Al netto dei dati che parlano da soli, con punte di 46-47°C in Sicilia, 45°C in Sardegna, e 41-42°C non solo al Sud ma anche al Centro (Roma inclusa che in alcuni quartieri ha battuto il suo record di luglio), svisceriamo questa ondata di caldo nelle sue caratteristiche per capire quanto sia anomala.”

 “La massa d'aria che ci sta interessando è di diretta estrazione sahariana, quindi di per sé già molto calda in questo periodo dell'anno e in un contesto di costante riscaldamento globale, ma ulteriormente esasperata sul Mediterraneo centro-occidentale da quella che viene definita subsidenza anticiclonica. Nello specifico l'alta pressione africana, in questo caso peraltro caratterizzata da valori di geopotenziale particolarmente elevati a 5500 metri di quota, ha compresso verso il basso la massa d'aria che così si è ulteriormente surriscaldata e seccata (per le leggi fisiche dei gas). In atmosfera libera ci siamo così ritrovati sulla testa, a circa 1500-1600m di quota, temperature di 24-26°C e fino a 28°C su Sicilia e Sardegna. Si tratta di temperature sopra la media anche di 10-12°C, considerando che a quella quota, sempre in atmosfera libera, dovremmo riscontrare temperature in genere comprese tra 14 e 18°C al più. Smarchiamo subito un punto: abbiamo parlato di aria ulteriormente surriscaldata e seccata per effetto dell'alta pressione, ma questo soprattutto in quota. Al suolo l'avvezione calda ha invece 'raccolto' l'umidità del Mar Mediterraneo, ecco perché abbiamo sofferto invece condizioni marcatamente afose specie lungo le coste tirreniche e in generale sul Nord Italia.”

Secondo punto: estensione. “Il nocciolo intenso dell'ondata di calore ingloba praticamente quasi tutto il Mediterraneo occidentale e il Centrosud Italia, mentre il Nord è rimasto più ai margini pur con temperature comunque sopra la media e afa alle stelle. Non stiamo quindi parlando di temperature sopra la media di 10-12°C su aree ristrette della Penisola, ma sostanzialmente su gran parte del Centrosud, mentre al Nord le anomalie sono risultate meno marcate (di fatto solo in questa macroarea il caldo non è stato eccezionale per quanto comunque intenso)”.

Terzo punto: la durata. “Non è finita qui: questa ondata di calore continuerà a protrarsi con intensità anche nei prossimi giorni, pur smorzandosi al Centrosud entro il weekend (al Nord anche prima), ma probabilmente trovando nuovo vigore la prossima settimana, specie al Sud. Non stiamo dunque parlando di una toccata e fuga del caldo eccezionale, ma di una fase che potrebbe durare altri 8-9 giorni, pur con delle fisiologiche modulazioni.”

Al fine di minimizzare questa ondata di caldo sono stati fatti anche dei paragoni con le temperature di Nord Africa e Arabia Saudita, dove i picchi sono stati superiori a quelli del Centrosud Italia, in alcuni casi neanche poi di tanto, etichettando quei picchi come vero caldo estremo. “Tuttavia non ha senso paragonare i picchi termici italiani con quelli degli Emirati Arabi o del Nord Africa,” - prosegue Ferrara di 3bmeteo.com - “caratterizzati da un contesto e medie climatiche decisamente differenti rispetto al nostro: in parole povere è errato pensare che se non fa 45-50°C in Italia come in Arabia Saudita allora il caldo non sia anomalo; per l'Italia lo è già dal momento in cui si raggiungono i 38-40°C.”

 “Se è vero che al suolo la pressione atmosferica può risultare modesta, in quanto l'aria calda pesa di meno, non significa che non abbiamo a che fare con un anticiclone anche di eccezionale potenza. È quello al quale assistiamo in questi giorni e la sua forza si misura con i cosiddetti geopotenziali in quota, che in questa fase sono particolarmente elevati tra le coste del Nord Africa, Mediterraneo occidentale e Centrosud Italia (si tratta del cosiddetto anticiclone dinamico, che differisce da quello termico alimentato dall'aria fredda pesante al suolo durante la stagione invernale). Tecnicamente abbiamo a che fare con un promontorio anticiclonico subtropicale, le cui radici però non sono oceaniche (come per l'anticiclone delle Azzorre), ma nord africane, ed è per questo motivo che viene denominato anticiclone africano, anche se il suo baricentro può temporaneamente sbilanciarsi oltre il Nord Africa verso l'Europa o l'Italia come in questo caso. E' sempre lui il protagonista delle più feroci ondate di calore sull'Italia, a prescindere dai nomi fantasiosi che gli vengono attribuiti. L'alta pressione delle Azzorre fa parte sempre della stessa famiglia degli anticicloni subtropicali, è il cugino di quello africano, ma con la differenza che è alimentato da aria oceanica, pur sempre calda, ma non quanto quella sahariana. Per tale motivo quando abbiamo a che fare con l'anticiclone delle Azzorre il caldo risulta generalmente meno intenso e più sopportabile. C'è però anche da dire che in epoca di costante riscaldamento globale, le masse d'aria che alimentano gli anticicloni siano esse oceaniche o sahariane, risultano già di partenza mediamente più calde rispetto al passato.”

“Le ondate di calore ci sono sempre state, anche molto intense: ricordiamo quella dell'estate del 1983 quando Roma a luglio raggiunse i 40°C.” - proseguono da 3bmeteo.com - “Il punto è che una volta risultavano eventi decisamente meno frequenti e duraturi rispetto ad oggi. Estati particolarmente calde furono anche quella del 1987, poi 1994, ma il 1998 alzò l'asticella: da quell'anno ad oggi le ondate di calore hanno subito una impennata nella loro frequenza. Ricordiamo una nuova asticella nel 2003 fino ad arrivare all'ultimo decennio che ha visto estati sempre più roventi con record su record via via ravvicinati negli anni. Questo non significa che non vi siano fasi più fresche, instabili o estati appena al di sopra della media o in media, come il 2002 e il 2014, ma risultano casi sempre più sporadici, esattamente il contrario di quanto accadeva prima della fine degli anni 90. Volendo ragionare per metafore: in passato è capitato a tutti di ammalarci qualche volta, ma se negli ultimi anni ci ammaliamo molto più di frequente, significa che c'è qualcosa che non va (anche se talvolta stiamo ancora bene).

 “Il clima sulla terra è sempre cambiato rispecchiando dei precisi cicli naturali; certamente in passato vi sono stati periodi climaticamente più caldi rispetto ai giorni nostri. Il punto cruciale sono però le scale temporali: i cicli climatici naturali si verificano in tempi millenari, fatto peraltro che consente un adeguato riadattamento degli ecosistemi. Il cambiamento climatico al quale stiamo assistendo oggi è invece estremamente rapido e agisce su scale temporali dell'ordine di decenni, non millenni: ce ne stiamo accorgendo tutti. Ed è in questa rapidità che subentra la forzante antropica, che va quindi a sommarsi a quella naturale, in quanto quest'accelerazione del cambiamento climatico si è verificata a partire dall'era industriale. Tornando a ragionare per metafore: è naturale che invecchiamo, ma se improvvisamente ci ritroviamo a già a 40 anni con l'equivalente dell'età di 80 anni, c'è qualcosa che non va”.

 “Aria calda e umida costituisce il carburante principale dei temporali. Chiaramente in una situazione di caldo così intenso, i fenomeni temporaleschi una volta sviluppati possono manifestarsi con particolare violenza, avendo molta più energia a disposizione, risultando peraltro pericolosi. È quanto già accaduto sulle Alpi, ma in generale il Nord nei prossimi giorni rischierà temporali molto intensi associati a grandine grossa e improvvise violente raffiche di vento con potenziali danni. Il prezzo da pagare per avere una parziale rinfrescata”, conclude l’esperto.

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