Una foresta nella città: la meraviglia di una cava sottratta al lungo abbandono

Dopo oltre un anno di lavoro e con risorse minime i volontari del Wwf, nella Giornata degli alberi, hanno riaperto il sito di via San Cesario. In centinaia lo hanno visitato, godendo di uno scorcio di inimitabile bellezza dentro il perimetro urbano

Una foto scattata dal livello stradale.

LECCE – Non si può restare indifferenti davanti alla prepotente bellezza della vegetazione che riempie gli spazi dei vuoti urbani.

Se la storia di una città è soprattutto quella dei suoi luoghi, allora la cava di via San Cesario, a Lecce, è il manifesto di una memoria che tende la mano al futuro per disegnare un’idea diversa di convivenza tra l’uomo e gli elementi naturali.

Poche decine di metri più in là, si apre lo spazio enorme delle cave di Marco Vito, dove è in fase di realizzazione il più grande parco di Lecce, sotto la supervisione dei uno dei più noti architetti del mondo, il portoghese Alvaro Siza. Un progetto ambizioso, costoso, ma necessario in una città dove il verde fruibile vale quanto l’oro.

La cava che oggi il Wwf ha riaperto è però un’altra cosa: una vera e propria foresta cresciuta su 10mila metri quadrati, di cui solo una parte è al momento visitabile. Con l’accordo dei vari proprietari dell’area, e una cifra davvero irrisoria – 18mila euro -, in un anno e mezzo, con l’ausilio anche degli studenti dell’istituto tecnico agrario “Columella Presta”, i volontari del fondo mondiale per l’ambiente hanno lavorato sodo per rendere fruibile la cava che si colloca nel rione – il Leuca – che è diventato da qualche anno laboratorio di rigenerazione urbana (a cura del Laboratoria Urbano Aperto).

E oggi, nella ricorrenza della festa degli alberi, in centinaia hanno partecipato a quella che di fatto è una pre-apertura (per ora battenti aperti il sabato). Ospiti speciali dell’iniziativa due esemplari di poiana, splendido rapace, che sotto lo sguardo vigile di un associato al Wwf che le ha addestrate, hanno fatto bella mostra di sé davanti a curiosi di tutte le età. Ma la cava, come testimoniano le tante tane presenti, è probabilmente dimora di qualche volpe e un tempo sicuramente lo era anche di tassi.

20151121_115157-2E’ stato ricavato un percorso durante il quale ci si imbatte solo un paio di volte in spazi aperti e si costeggia per un tratto la parete perfettamente sagomata della cava sulla quale sono state costruite le abitazioni che si notano dal livello stradale. Di luoghi così, intrisi di magia, ma prigionieri dell’abbandono e dell’inciviltà, ce ne sono diversi nel perimetro urbano di Lecce e nelle sue immediate vicinanze.

Il loro apporto per una buona qualità dell’aria è importante – basti considerare che il capoluogo salentino è quello con il maggiori numero di auto ogni cento abitanti - e già questo sarebbe sufficiente per premere per un loro recupero: non a casa l’appuntamento di oggi rientrava nella campagna “Clima” del Wwf.

Ma, come dimostrato dall’odierna giornata, al valore naturalistico di uno spazio originale come la foresta urbana, si aggiunge quello di essere un contenitore di socialità, di luogo di aggregazione di una cittadinanza attiva e consapevole che si riappropria degli spazi che le appartengono.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Perde il controllo della moto e si schianta vicino casa: muore 35enne

  • Muore colto da infarto davanti alla scuola: attendeva la nipotina

  • Benzina e fuoco nell’autolavaggio: ma l'hard disk delle videocamere "sopravvive" alle fiamme

  • Non si fermano all’alt, schianto sul guardrail: in auto la targa rubata a un finanziere

  • Difendere un assassino, l’avvocato di De Marco: “Non siamo dei mostri”

  • Protezione civile: allerta gialla per possibilità di neve in tutta la regione

Torna su
LeccePrima è in caricamento